Il convento dei Girolamini, o anche Casa dei Padri dell'Oratorio, a Napoli, si sviluppa adiacente alla chiesa omonima, la cui facciata principale si trova di fronte al Duomo di Napoli, al civico 144 di via Duomo. Struttura risalente al 1587, sebbene luogo di preghiera, è definito la dimora del Diavolo.
Il convento dei Girolamini di Napoli
Il convento dei Girolamini, o anche Casa dei Padri dell'Oratorio, si sviluppa adiacente alla chiesa, la cui facciata principale è di fronte al Duomo di Napoli, di via Duomo. Il convento fu edificato a partire dal 1587, nello stesso periodo in cui furono avviati i lavori alla prima chiesa voluta dai padri Oratoriani, sul preesistente palazzo Seripando. Negli anni '90 dello stesso secolo, con la nascita della nuova chiesa dei Girolamini, e fino alla prima metà del '600 circa, il complesso fu poi ampliato con l'aggiunta del secondo e più grande chiostro, noto degli Aranci, e di altre sale e corpi di fabbrica fino a raggiungere le dimensioni attuali. La facciata risale al '700 e consta di due ingressi:- Quello di sinistra, dopo un ampio scalone e passando anche per il Settecentesco oratorio dell'Assunta, uno dei cinque oratori del convento utilizzato tutt'oggi per le funzioni religiose, conduce direttamente alla navata di destra della chiesa
- Quello di destra, invece, conduce ai due chiostri monumentali da cui poi si sviluppano tutti gli altri spazi del complesso.
- Il chiostro piccolo, a pianta quadrata, è detto "Maiolicato" e venne realizzato su progetto del Dosio sullo spazio occupato dal vecchio palazzo Seripando. Il corpo di fabbrica è sorretto da quattro colonne per lato, mentre agli angoli ci sono pilasti in piperno con due semicolonne; la pavimentazione in maioliche è di fine ottocento. Al centro c'è un pozzo tardo-cinquecentesco.
- Il secondo, più grande, è detto degli Aranci, proprio per le coltivazioni di agrumi. Fu eretto negli anni 30 del '600 sui disegni di Dionisio Nencioni di Bartolomeo e di Dionisio Lazzari. La struttura del corpo di fabbrica è sorretta da possenti pilastri e i giardini sono a una quota più bassa rispetto agli ambulacri con cui sono collegati tramite due scale con ringhiera in ferro battuto. Dal chiostro grande è infine possibile raggiungere altri ambienti, come:
- I restanti quattro oratori, dei Dottori, della Purificazione, di San Giuseppe e dei Mercanti e la storica biblioteca, custode quest'ultima della più antica raccolta libraria della città e che si compone di circa 200mila manoscritti, di cui circa 6.500 riguardanti composizioni ed opere musicali dal XVI al XIX secolo.
- La biblioteca è inoltre ospitata in sale di grande pregio artistico delle quali, la maggiore per rilevanza artistica e dimensione, dedicata proprio a Giambattista Vico, che donò le prime edizioni di tutte le sue opere al convento.
- Al primo piano del complesso religioso, infine, alcune sale ospitano la collezione della storica, Quadreria.

