Una nuova visione infrastrutturale per il Cilento interno: il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, propone di collegare la Valle del Calore e i Monti Alburni al nodo ferroviario di Eboli tramite una linea ferrata, nell’ambito del dibattito sullo spopolamento delle aree interne della Campania. L’iniziativa rappresenta una soluzione alternativa e pragmatica rispetto ai decenni di fallimenti dei progetti stradali nella zona, a partire dalla storica Fondovalle Calore.
Gli obiettivi della ferrovia sono molteplici: migliorare l’accessibilità del territorio per studenti, lavoratori e cittadini; ridurre i costi di mobilità delle famiglie; aumentare l’attrattività turistica dei comuni interni e contrastare l’abbandono demografico. La proposta si configura come uno strumento per invertire il declino dei piccoli centri, puntando su collegamenti sicuri e rapidi come leva per la sopravvivenza e lo sviluppo locale.
La scelta di Palmieri non è priva di precedenti storici. Alla fine dell’Ottocento, un progetto ferroviario nel Cilento settentrionale, tra Agropoli e Mercato Cilento, prevedeva fermate in piccoli centri come Ogliastro, Prignano, Sant’Antuono e Rutino, con l’obiettivo di superare l’isolamento territoriale. L’idea attuale riprende questo spirito, adattandolo alle esigenze contemporanee e alla mobilità sostenibile.
Con la nuova linea ferrata, secondo il sindaco, non si tratterebbe solo di un collegamento fisico, ma di un investimento strategico per restituire vitalità alle comunità interne, contrastando marginalità e spopolamento attraverso infrastrutture concrete e cantierabili.
Cilento interno, Palmieri propone una ferrovia
Il progetto della Fondovalle Calore, finanziato più volte nel corso di quarant’anni, si è infatti arenato a causa di vincoli progettuali, criticità gestionali e limiti ambientali, in particolare nell’area delle Grotte di Castelcivita, senza mai giungere a una reale cantierabilità. Secondo Palmieri, la nuova proposta ferroviaria supererebbe questi ostacoli, garantendo un’opera concretamente realizzabile e capace di generare benefici tangibili nel breve periodo.Gli obiettivi della ferrovia sono molteplici: migliorare l’accessibilità del territorio per studenti, lavoratori e cittadini; ridurre i costi di mobilità delle famiglie; aumentare l’attrattività turistica dei comuni interni e contrastare l’abbandono demografico. La proposta si configura come uno strumento per invertire il declino dei piccoli centri, puntando su collegamenti sicuri e rapidi come leva per la sopravvivenza e lo sviluppo locale.
La scelta di Palmieri non è priva di precedenti storici. Alla fine dell’Ottocento, un progetto ferroviario nel Cilento settentrionale, tra Agropoli e Mercato Cilento, prevedeva fermate in piccoli centri come Ogliastro, Prignano, Sant’Antuono e Rutino, con l’obiettivo di superare l’isolamento territoriale. L’idea attuale riprende questo spirito, adattandolo alle esigenze contemporanee e alla mobilità sostenibile.
Con la nuova linea ferrata, secondo il sindaco, non si tratterebbe solo di un collegamento fisico, ma di un investimento strategico per restituire vitalità alle comunità interne, contrastando marginalità e spopolamento attraverso infrastrutture concrete e cantierabili.

