CAVA DE' TIRRENI. Una vicenda che ha fatto scalpore quella avvenuta in una
scuola di
Cava de' Tirreni, dove due
bambini sono stati
cacciati per
ticket mensa non pagati dai genitori.
Ticket mensa non pagati, bambini cacciati da una scuola di Cava de' Tirreni
«Sono stata
costretta a prelevare i miei figli da scuola e riportarli a casa perché non avevano diritto al pranzo. Per due ticket mensa non pagati. Il sindaco non si accorge di nulla mentre la preside fa quello che vuole. Qualcuno intervenga».
Queste le parole di una delle mamme,
Valentina Bisogno, che a causa di pochi ticket mensa non pagati hanno dovuto prelevare i figli da scuola - la
scuola primaria Don Bosco, gestita dalla preside Ester Senatore - scuola nella quale a detta di alcune mamme dall'arrivo della nuova dirigente scolastica si respira aria di terrore.
Le accuse alla dirigente scolastica
«Sembra di essere tornati ai tempi della
dittatura - continua la Bisogno - con una preside che ha instaurato un vero e proprio
clima del terrore, anche tra i
dipendenti della scuola e
maestre messe sotto pressione. Molte
mamme non parlano per paura di ripercussioni sui bambini, ma io non riesco a dimenticare il volto di
mia figlia mortificata che non vuole andare a scuola perché
redarguita di non avere diritto al pranzo perché la madre non aveva pagato il ticket mensa.
Una
vergogna d anche un atto contro la
legge che vieta il non servire il pasto alla
mensa scolastica in presenza anche di ticket non pagati - nel caso della signora 2 - in tutto ciò il
sindaco non si accorge di nulla. Sono stata cacciata anche da scuola da parte di una
segretaria su ordine della
preside, abusi di potere senza fine e
minacce verbali di mettere in moto i
servizi sociali anche per un ritardo d'ingresso.
In quella scuola c'è un'aria irrespirabile e a pagare sono i bambini. Io ho avvisato anche il sindaco di prendere provvedimenti ma non mi ha mai ascoltato né ricevuto. La preside deve darsi una regolata, anche se non è in grado di gestire i bambini. Io sono stata fortunata perché un
capo ufficio è intervenuto in quanto mi conosce, altre mamme sono meno fortunate di me e sottostanno per
paura di ritorsioni».
FONTE: Le Cronache