Un'imponente mobilitazione popolare sta scuotendo la sanità locale nel comune di Cava de' Tirreni. Ben 21.163 cittadini hanno sottoscritto una petizione, lanciata dal comitato civico nato a tutela del presidio ospedaliero Santa Maria dell'Olmo, per esigere con forza la riattivazione dell'ambulatorio dedicato alla salute femminile, smantellato in seguito ai passati tagli che hanno cancellato l'intero reparto di ostetricia come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino
I portavoce della protesta, Alfredo Senatore e Paolo Civetta, hanno avvertito i vertici politici che i numeri di questa firma di massa rappresentano un mandato democratico chiaro e trasversale, impossibile da ignorare per chiunque si troverà alla guida del territorio.
Accanto all'assistenza per le donne, la cittadinanza chiede risposte immediate su altri tre fronti caldi per la sopravvivenza della struttura. Si sollecita l'immediata operatività del nuovo reparto di terapia intensiva cardiologica, tassello giudicato vitale per la gestione delle emergenze tempo-dipendenti, e un massiccio piano di assunzioni e risorse per decongestionare il pronto soccorso, costantemente al collasso. Sul piano politico, inoltre, il movimento chiede un seggio permanente all'interno delle commissioni comunali per vigilare sulle scelte sanitarie.
Il faldone con i moduli della petizione è pronto a essere depositato ufficialmente sui tavoli del sindaco, dei manager della direzione ospedaliera e dei vertici della Regione Campania. Dal comitato fanno sapere che la pressione non diminuirà di un millimetro e che le piazze rimarranno calde fino a quando l'ospedale metelliano non vedrà ripristinati i presidi minimi di assistenza per la comunità.
I portavoce della protesta, Alfredo Senatore e Paolo Civetta, hanno avvertito i vertici politici che i numeri di questa firma di massa rappresentano un mandato democratico chiaro e trasversale, impossibile da ignorare per chiunque si troverà alla guida del territorio.
Cava de' Tirreni, 21mila firmano per i servizi di ginecologia all'ospedale
Il pacchetto di rivendicazioni messo sul tavolo dai residenti non si limita a piccoli correttivi, ma esige una vera e propria inversione di rotta nell'organizzazione delle cure. La prima richiesta riguarda la disponibilità dei servizi ginecologici per l'intero arco delle ventiquattro ore, rigettando la parziale apertura su cinque giorni programmata dalle vecchie disposizioni della dirigenza dell'azienda universitaria integrata Ruggi d'Aragona.Accanto all'assistenza per le donne, la cittadinanza chiede risposte immediate su altri tre fronti caldi per la sopravvivenza della struttura. Si sollecita l'immediata operatività del nuovo reparto di terapia intensiva cardiologica, tassello giudicato vitale per la gestione delle emergenze tempo-dipendenti, e un massiccio piano di assunzioni e risorse per decongestionare il pronto soccorso, costantemente al collasso. Sul piano politico, inoltre, il movimento chiede un seggio permanente all'interno delle commissioni comunali per vigilare sulle scelte sanitarie.
Il faldone con i moduli della petizione è pronto a essere depositato ufficialmente sui tavoli del sindaco, dei manager della direzione ospedaliera e dei vertici della Regione Campania. Dal comitato fanno sapere che la pressione non diminuirà di un millimetro e che le piazze rimarranno calde fino a quando l'ospedale metelliano non vedrà ripristinati i presidi minimi di assistenza per la comunità.

