"Ti sguarr a cap, vi sfondo a voi, l'ambulanza e tutt a sede": minacce ai volontari della Croce Rossa nella sede di Cava de' Tirreni. L'autore del gesto è stato condannato. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Antonio Trezza, 36enne cavese e autore degli eventi, nei giorni scorsi è stato condannato per le minacce rivolte agli operatori volontari. La prima sentenza, emessa dal giudice di pace Nicola Mazzarella, si riferisce ai fatti registrati nel marzo del 2022, sempre nella stessa sede. Secondo la testimonianza dei volontari, il giovane senza alcun diritto faceva uso dei locali dell'ente Provincia.
Uno dei volontari avrebbe trovato un telefono nel cortile e per ritrovare il proprietario avrebbe utilizzato un post social.Poco dopo aver ricevuto una telefonata dall'ipotetico proprietario, l'appuntamento in sede per la riconsegna e verifica del pin di accesso. In quel frangente Trezza, proprietario del cellulare, senza alcun motivo avrebbe minacciato i volontari. Per l'uomo è quindi scattata ora una pena pecuniaria di 400 euro più le spese legali e un risarcimento di 300 euro. La Costituzione prevede la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio.
Caos nella sede della Croce Rossa: condannato
"T sguarr a cap. Hai capito? Vi sfondo a voi, l'ambulanza e tutt a sede": una minaccia ai volontari della Croce Rossa e un avvertimento per quello che nei giorni successivi sarebbe poi successo ovvero un incendio che ha distrutto la sede nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2025.Antonio Trezza, 36enne cavese e autore degli eventi, nei giorni scorsi è stato condannato per le minacce rivolte agli operatori volontari. La prima sentenza, emessa dal giudice di pace Nicola Mazzarella, si riferisce ai fatti registrati nel marzo del 2022, sempre nella stessa sede. Secondo la testimonianza dei volontari, il giovane senza alcun diritto faceva uso dei locali dell'ente Provincia.
Uno dei volontari avrebbe trovato un telefono nel cortile e per ritrovare il proprietario avrebbe utilizzato un post social.Poco dopo aver ricevuto una telefonata dall'ipotetico proprietario, l'appuntamento in sede per la riconsegna e verifica del pin di accesso. In quel frangente Trezza, proprietario del cellulare, senza alcun motivo avrebbe minacciato i volontari. Per l'uomo è quindi scattata ora una pena pecuniaria di 400 euro più le spese legali e un risarcimento di 300 euro. La Costituzione prevede la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio.

