“È molto provato e affranto ma abbiamo dato la massima disponibilità a una collaborazione completa con gli inquirenti” ha dichiarato dopo tre ore di interrogatorio l’avvocato di Giuseppe Montella, l’appuntato dei carabinieri al centro dell’inchiesta della procura di Piacenza che ha scoperchiato una serie di reati commessi dai militari della stazione Levante.
Caserma degli orrori a Piacenza, il legale di Montella: "Errori commessi per ingenuità e vanità"
"
È stato collaborativo al cento per cento nel rispetto della giustizia" ha spiegato l'avvocato
Emanuele Solari dopo tre ore nel carcere "
Le Novate" di Piacenza dove è
rinchiuso Montella. "
C'è la volontà di spiegare e ci saranno ulteriori riscontri. Abbiamo dato la massima disponibilità a una collaborazione completa con gli inquirenti. Del resto se un interrogatorio dura tre ore significa che c'è collaborazione" ha aggiunto il legale senza però chiarire quale sia stata la
ricostruzione del suo assistito.
L'accusa
Per l'accusa a muovere i
fili della
banda era proprio l'appuntato Montella che sarebbe anche il
protagonista principale dei
gravissimi reati come
torture,
arresti illegali e
traffico di
sostanze stupefacenti. Per il legale, però Montella chiarirà tutto a giudici e pm perché dietro i reati contestati "
non c'è alcuna regia, ma sono fatti che vanno spiegati". "Si può sbagliare, si possono fare errori, per ingenuità, per vanità, per tante cose" ha sottolineato l'avvocato, ribadendo: "
È una situazione complessa e c'è la volontà di spiegare".
Lo stesso
legale poi ha invitato tutti a evitare "
racconti alla Scarface" perché oltre all'appuntato c'è anche la sua famiglia a cui "
non fa bene", leggere queste cose. "
Non fa bene alla famiglia, al figlio che legge del padre sui giornali, e non è un buon servizio alla giustizia e al giornalismo" ha spiegato.
Il sito del Ministero della Salute