Il Comune di Capaccio Paestum entra in una nuova fase del procedimento avviato per il rischio di scioglimento per infiltrazione mafiosa. L’ente dovrà attenersi a una serie di prescrizioni dettagliate, sotto il monitoraggio della Prefettura di Salerno, con l’obiettivo di superare le criticità emerse durante gli accertamenti. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Capaccio Paestum, monitoraggio della Prefettura per sei mesi per evitare lo scioglimento del Comune
Diversamente da quanto emerso nelle prime ore della giornata di ieri, il procedimento non risulta archiviato. Per l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Paolino si apre ora un percorso scandito da verifiche e adempimenti precisi.
Il procedimento era stato avviato il 16 maggio dello scorso anno, con la nomina di una Commissione d’Accesso agli atti. Da quella fase ispettiva sono scaturite le richieste del Ministero dell’Interno, che il Comune dovrà ora rispettare.
Il ruolo della Prefettura di Salerno
A seguire l’intero percorso sarà la Prefettura di Salerno. Il documento consegnato dal prefetto Francesco Esposito al primo cittadino sarà portato nei prossimi giorni all’attenzione della giunta comunale. L’obiettivo è arrivare all’approvazione di una delibera che consenta di affrontare le criticità rilevate durante gli accertamenti ispettivi.
La fase che si apre avrà una durata di sei mesi. Al termine del periodo previsto saranno effettuate nuove valutazioni, decisive per stabilire l’esito del procedimento. Le possibilità restano due: l’archiviazione del procedimento oppure lo scioglimento dell’ente. Nel frattempo, il Comune ha già firmato con la Prefettura di Salerno protocolli dedicati al monitoraggio periodico delle attività da svolgere.

