La Regione Campania avvia un monitoraggio scientifico del granchio blu per proteggere ecosistemi marini, pesca e acquacoltura con Università Federico II e Istituto Zooprofilattico.
Granchio blu, la Regione Campania avvia il monitoraggio scientifico lungo le coste
La Regione Campania introduce un programma strutturato di monitoraggio scientifico per prevenire possibili danni agli ecosistemi marini e tutelare le attività di pesca e acquacoltura, in risposta alla crescente diffusione del granchio blu lungo il litorale.
«Stiamo mettendo in campo un’azione preventiva basata su dati scientifici, programmazione e responsabilità istituzionali – spiega l’assessora regionale Fiorella Zabatta, con deleghe alla Protezione civile, Biodiversità, Pesca e Acquacoltura – Non vogliamo attendere che il fenomeno diventi emergenza, come già accaduto in altre Regioni».
Negli ultimi anni, gli operatori del settore avevano segnalato la presenza del granchio blu, ma mancava un quadro tecnico completo e sistematico. L’iniziativa della Regione Campania rappresenta il primo monitoraggio strutturato a seguito della nota del Commissario straordinario nazionale, Enrico Caterina, trasmessa nel febbraio 2025.
«In altre Regioni, il granchio blu ha compromesso allevamenti di vongole, cozze e ostriche e ha alterato gli stock ittici e la biodiversità marina – aggiunge Zabatta – non possiamo ignorare questi segnali». Il monitoraggio campano interesserà la popolazione di Callinectes sapidus, valutandone l’impatto sugli stock di molluschi eduli, sullo stato sanitario delle specie e sulla biodiversità lungo la costa.
Il progetto rientra nel PN FEAMPA 2021-2027 ed è affidato al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli “Federico II”, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. «Con questa iniziativa uniamo ricerca scientifica, tutela ambientale e sostegno alle attività produttive: la prevenzione è la chiave per proteggere l’ecosistema marino e garantire la sicurezza economica delle comunità costiere», conclude l’assessora. La Regione conferma inoltre la disponibilità a collaborare con le strutture nazionali per aggiornare la mappatura della specie e definire strategie condivise di contenimento.

