Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, Marco Aiello ha dichiarato di non ricordare più nulla di quanto avvenuto il 20 settembre 2023, giorno in cui, nella villetta di famiglia in località Lago, uccise la moglie Maria Rosa Troisi.
L’uomo lo ha riferito nel corso dell’udienza celebrata ieri davanti alla Corte di assise di Salerno, chiamata a giudicarlo per omicidio volontario e per il reato di aborto provocato, essendo la donna in stato di gravidanza al momento dell’aggressione mortale.
Battipaglia, uccise la moglie incinta, in aula dice di non ricordare
Nel corso dell’esame in aula,
Aiello, assistito dall’avvocato Giovanni Giuliano, ha spiegato che negli ultimi mesi avrebbe progressivamente perso i ricordi legati al proprio passato. Secondo quanto riferito ai giudici, la perdita di memoria sarebbe iniziata tra maggio e giugno, per poi aggravarsi nel tempo fino a determinare una completa amnesia rispetto agli eventi precedenti. Una condizione che, stando alle sue dichiarazioni, oggi gli impedirebbe di ricostruire anche i momenti immediatamente antecedenti e successivi all’omicidio.
Rispondendo alle domande del pubblico ministero Maria Chiara Minerva, l’imputato ha affermato di provare pentimento per l’uccisione della moglie, pur sostenendo di non essere più in grado di ricordare le dinamiche dei fatti, le motivazioni che lo avrebbero spinto ad agire né episodi significativi della loro vita recente, come il viaggio a Parigi compiuto dalla coppia poco tempo prima della tragedia. Una versione che si discosta da quanto emerso in precedenza nel corso delle perizie, quando Aiello aveva fornito una ricostruzione più articolata.
Secondo l’impianto accusatorio della Procura di Salerno,
la relazione tra Marco Aiello e Maria Rosa Troisi era segnata da una profonda crisi, iniziata mesi prima dell’omicidio. Gli inquirenti ritengono che l’uomo fosse ossessionato dal timore che la moglie potesse intrattenere relazioni extraconiugali, circostanza che avrebbe alimentato tensioni e discussioni frequenti all’interno della coppia.
La mattina del 20 settembre 2023,
stando alla ricostruzione investigativa, Aiello si sarebbe svegliato accusando tachicardia e dolori addominali. La moglie gli avrebbe suggerito di recarsi in ospedale, ma prima l’uomo si sarebbe rivolto a un vicino di casa chiedendogli di contattare le forze dell’ordine, sostenendo di essere stato minacciato con un coltello dalla moglie. Dopo il rifiuto del vicino, Aiello avrebbe reiterato la richiesta alla madre, ricevendo anche in questo caso una risposta negativa.
Tornato nella villetta, l’uomo avrebbe chiamato personalmente il numero di emergenza 112. Subito dopo, secondo quanto contestato dalla Procura, si sarebbe recato in cucina, dove avrebbe afferrato un coltello e colpito ripetutamente la moglie, provocandone la morte. L’aggressione avrebbe causato anche la morte del feto che la donna portava in grembo, elemento che ha portato alla contestazione del reato di aborto provocato.
Il processo prosegue con l’esame delle prove e delle testimonianze, mentre la Corte è chiamata a valutare sia la ricostruzione dei fatti sia le condizioni psichiche dell’imputato, alla luce delle dichiarazioni rese in aula e degli accertamenti già svolti nel corso dell’istruttoria.