Concorso Pnrr, sprint sugli orali: 900 candidati salernitani
Il maxi concorso a cattedra legato al Pnrr 3 entra nella sua fase decisiva con l’avvio delle prove orali. In Campania la macchina organizzativa è ormai a regime e punta a una chiusura accelerata delle procedure per consentire l’immissione in ruolo dei nuovi docenti già a partire da settembre prossimo.
Concorso Pnrr, sprint sugli orali: 900 candidati salernitani
L’Ufficio scolastico regionale, guidato da Monica Matano, ha completato la nomina delle commissioni esaminatrici e avviato le operazioni preliminari, dall’estrazione delle lettere alfabetiche al sorteggio dei candidati chiamati a inaugurare i colloqui.Si tratta di un passaggio strategico, perché segna il superamento della fase più complessa del concorso e apre la corsa verso l’assegnazione delle cattedre. La Campania rappresenta uno dei bacini più rilevanti a livello nazionale: i posti complessivamente messi a bando sono 4.752, distribuiti tra i diversi gradi di istruzione. In dettaglio, 1.103 cattedre riguardano la scuola dell’infanzia, 1.573 la primaria e 2.038 la secondaria di primo e secondo grado. Numeri che spiegano l’attenzione concentrata sulla regione, dove il sistema scolastico negli ultimi anni ha fatto ampio ricorso a supplenze annuali.
All’interno di questo quadro, la provincia di Salerno si presenta alla fase orale con una presenza significativa. Sono circa 900 i candidati salernitani che hanno superato la prova scritta e restano in competizione. Un contingente che, incrociato con i posti disponibili, rende la fase finale particolarmente rilevante. La stima delle cattedre vacanti sul territorio provinciale oscilla infatti tra le 700 e le 720 unità, distribuite su tutti i cicli scolastici.
Nel dettaglio, la scuola dell’infanzia concentra circa 170 posti, la primaria si attesta intorno alle 240 cattedre, mentre la secondaria di primo e secondo grado supera quota 300. Le maggiori disponibilità si registrano nelle discipline considerate strutturali per l’organizzazione degli istituti: area scientifica, tecnico-tecnologica, economico-giuridica e letteraria. Settori nei quali le scuole puntano a garantire continuità didattica e stabilità degli organici.
L’accelerazione sulle prove orali risponde a un obiettivo preciso: ridurre il ricorso alle supplenze e contenere il fenomeno delle riassegnazioni annuali. I dati più recenti indicano già un cambio di tendenza nel Salernitano. Nell’anno scolastico 2025/2026 le supplenze annuali sono scese a 1.633, rispetto alle 2.180 dell’anno precedente, con una riduzione pari al 34%. Parallelamente diminuisce anche la mobilità dei docenti precari verso le regioni del Nord: nel 2025 le domande di supplenza presentate fuori regione dai professori salernitani risultano in calo del 18%, con circa 3mila candidature in meno.
Il contesto locale si inserisce in una strategia nazionale di rafforzamento del reclutamento. Negli ultimi anni, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, le assunzioni complessive tra docenti, dirigenti e personale amministrativo hanno superato le 156mila unità. La copertura dei posti comuni dell’organico di diritto ha raggiunto il 97,3%, mentre sul sostegno il tasso si attesta al 95,2%. Nel Salernitano, le immissioni in ruolo dell’ultimo anno sono state 718, contribuendo alla copertura dei posti vacanti.
Ora l’attenzione è tutta concentrata sugli orali: una fase che, per numeri e tempistiche, rappresenta un passaggio chiave per consolidare la riduzione del precariato e garantire maggiore stabilità alle scuole del territorio.

