All’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni arriva un primo segnale di ripartenza sul fronte dei servizi sanitari.
Le prestazioni dell’Unità dipartimentale dei Test provocativi cardiologici possono infatti riprendere regolarmente dopo settimane di stop che avevano generato forti disagi per l’utenza. Dalla direzione dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona è giunta la comunicazione ufficiale della firma dell’autorizzazione alla riapertura dell’agenda delle prenotazioni come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Ospedale di Cava, riaprono i test cardiologici
Il via libera è stato sottoscritto dal direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia del Ruggi, Enrico Coscioni, consentendo così di sbloccare una situazione rimasta congelata nonostante la presenza di numerose richieste già in lista. Alla base della riattivazione c’è anche l’iniziativa della dottoressa Paola Chiariello, responsabile dell’Unità dei Test provocativi, che lo scorso 7 gennaio aveva formalmente sollecitato la riapertura dell’agenda dopo aver ritirato le dimissioni presentate in precedenza.La sospensione del servizio aveva prodotto un accumulo significativo di prenotazioni inevase, con centinaia di pazienti costretti ad attendere o a rivolgersi ad altre strutture. Una criticità che nelle ultime settimane era stata più volte segnalata dai Comitati uniti a difesa dell’ospedale di Cava de’ Tirreni e dalla Cisl, che avevano chiesto un intervento risolutivo per evitare ulteriori ritardi nell’erogazione delle prestazioni cardiologiche. Secondo quanto riferito, erano oltre 300 le persone in attesa di poter accedere agli esami.
La riapertura del servizio chiude dunque una fase delicata, ma non esaurisce le vertenze aperte sul presidio metelliano. I Comitati hanno infatti annunciato che l’attenzione si sposterà ora su altre criticità strutturali e organizzative ancora irrisolte. In particolare, torna al centro del dibattito la mancata attivazione dell’ambulatorio di ostetricia e ginecologia, atteso da un decennio.
Il reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Maria dell’Olmo è stato chiuso nel gennaio 2016. Nello stesso anno, l’allora commissario dell’azienda ospedaliera universitaria di Salerno, Nicola Cantone, aveva firmato una delibera che prevedeva l’istituzione di un ambulatorio di ostetricia e ginecologia operativo cinque giorni a settimana, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 14. A distanza di dieci anni, tuttavia, l’ambulatorio non risulta ancora attivo, nonostante l’atto formale che ne disponeva l’apertura.
Sul tema della carenza di personale sanitario è intervenuto anche il consigliere comunale di Siamo Cavesi, Raffaele Giordano, che ha richiamato l’attenzione sulla situazione del pronto soccorso di Cava de’ Tirreni. Il riferimento è al concorso bandito dall’azienda Ruggi per medici dell’emergenza-urgenza, che ha registrato una partecipazione limitata e un numero ridotto di candidati risultati idonei. In questo contesto, Giordano ha auspicato che almeno una unità possa essere assegnata al presidio metelliano, al fine di rafforzare un servizio che continua a operare in condizioni di difficoltà.

