Riconoscimento storico per il comune di Atrani, proclamato ufficialmente "Civitas Mariae" da Monsignor Orazio Soricelli, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.
L'annuncio è giunto nel corso della solenne celebrazione liturgica officiata in onore della patrona Santa Maria Maddalena, rendendo il piccolo centro della Costiera il primo e unico del territorio a poter fregiarsi di questo antico titolo simbolico e spirituale.
Il sindaco Michele Siravo ha espresso grande commozione per un traguardo condiviso con le autorità civili, militari e i tanti primi cittadini della Costiera presenti alla cerimonia.
Il primo cittadino ha voluto ricordare l'origine di questo percorso, nato da un'intuizione del compianto parroco don Carmine Satriano e formalizzato dal Consiglio Comunale con la delibera approvata all'unanimità l'8 aprile scorso, sottolineando come tale titolo rappresenti prima di tutto una responsabilità collettiva nel custodire l'identità e la fede della propria gente.
L'annuncio è giunto nel corso della solenne celebrazione liturgica officiata in onore della patrona Santa Maria Maddalena, rendendo il piccolo centro della Costiera il primo e unico del territorio a poter fregiarsi di questo antico titolo simbolico e spirituale.
Atrani diventa "Civitas Mariae": è il primo borgo della Costa d'Amalfi
L'attribuzione esprime e consolida il profondo legame storico, culturale e devozionale che unisce la comunità atranese al culto mariano. Oltre all'aspetto liturgico, la nomina a "Civitas Mariae" rappresenta per il borgo un impegno civico e sociale orientato ai valori dell'accoglienza, della solidarietà verso le fasce più deboli e della tutela delle tradizioni locali.Il sindaco Michele Siravo ha espresso grande commozione per un traguardo condiviso con le autorità civili, militari e i tanti primi cittadini della Costiera presenti alla cerimonia.
Il primo cittadino ha voluto ricordare l'origine di questo percorso, nato da un'intuizione del compianto parroco don Carmine Satriano e formalizzato dal Consiglio Comunale con la delibera approvata all'unanimità l'8 aprile scorso, sottolineando come tale titolo rappresenti prima di tutto una responsabilità collettiva nel custodire l'identità e la fede della propria gente.

