Il presidente dell’Area Interna Cilento Interno, Girolamo Auricchio, ha lanciato un appello urgente alla Regione Campania: "Rivedere le disposizioni per la bruciatura delle felci nei castagneti".
La proposta avanzata riguarda una revisione delle norme regionali che regolano la combustione di felci e materiale vegetale di scarto all’interno dei castagneti destinati alla produzione di frutti. L’obiettivo è individuare procedure che permettano agli operatori del settore di predisporre correttamente i terreni prima dell’avvio della stagione di raccolta. Auricchio ha formalizzato la richiesta attraverso una comunicazione indirizzata all’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca e alla Direzione Generale competente per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il tema nasce dalla necessità di far convivere le attività di manutenzione dei castagneti con le limitazioni previste durante la fase di maggiore rischio legato agli incendi boschivi.
La normativa regionale stabilisce che, nei castagneti da frutto, la rimozione di ricci, foglie e felci possa essere effettuata anche mediante raccolta, accumulo e successiva combustione, purché tali operazioni vengano svolte al di fuori del periodo classificato come maggiormente pericoloso per gli incendi. Per l’anno 2026 la Campania ha fissato questa fase dal 15 giugno al 30 settembre, prevedendo anche la possibilità di estenderne la durata in base all’evoluzione della campagna antincendio.
Secondo quanto sottolineato da Auricchio, tale calendario potrebbe però determinare problemi significativi per il settore castanicolo. La stagione della raccolta generalmente comincia tra gli ultimi giorni di settembre e i primi di ottobre e, prima di tale momento, è necessario intervenire per liberare i terreni da felci, fogliame e altri scarti vegetali, così da facilitare anche le successive attività di raccolta. L’attuale sovrapposizione temporale tra la preparazione dei castagneti e il periodo di maggiore rischio incendi rende quindi concretamente impraticabile una modalità di intervento che il regolamento regionale stesso riconosce tra quelle utilizzabili per la gestione dei castagneti produttivi.
La questione interessa in maniera particolare i comuni dell’Area Interna Cilento Interno, dove la coltivazione del castagno costituisce una risorsa rilevante non soltanto per il settore agricolo, ma anche per l’economia delle aree montane, la cura del territorio e la salvaguardia del paesaggio rurale. Per questo motivo Auricchio invita la Regione a prendere in considerazione, tenendo conto dei fattori climatici, della quota e delle caratteristiche dei diversi territori, oltre che degli effettivi livelli di rischio, l’introduzione di un intervallo temporale specifico, indicativamente dal 21 agosto, durante il quale autorizzare la pulizia dei castagneti attraverso la combustione regolamentata delle felci e degli altri residui vegetali. La possibilità dovrebbe essere limitata alle zone e alle giornate caratterizzate da condizioni tali da non determinare un elevato pericolo di incendio.
La proposta viene accompagnata da una serie di prescrizioni finalizzate a garantire la massima sicurezza. Gli interventi dovrebbero essere eseguiti esclusivamente nelle ore iniziali della giornata e comunque entro le 9, con l’assoluto divieto di procedere in caso di vento o di condizioni atmosferiche non favorevoli. Il materiale dovrebbe essere riunito in piccoli accumuli e dato alle fiamme esclusivamente in aree appositamente individuate e preventivamente sgomberate. L’operatore dovrebbe inoltre rimanere costantemente sul posto fino alla conclusione delle attività, assicurandosi dello spegnimento totale di ogni residuo di fuoco. Qualora gli indicatori relativi al rischio incendi dovessero raggiungere livelli incompatibili con le operazioni, le attività dovrebbero essere immediatamente interrotte.
La sollecitazione comprende inoltre la richiesta di una verifica sotto il profilo tecnico e giuridico delle disposizioni attualmente in vigore sulla combustione degli scarti vegetali. L’intento è arrivare a una regolamentazione capace di consentire ai produttori di effettuare gli indispensabili interventi di pulizia dei castagneti, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di protezione del patrimonio forestale e di prevenzione del rischio incendi.
Nel caso in cui la legislazione nazionale non permetta alla Regione di introdurre specifiche deroghe, Auricchio suggerisce di esaminare anche la possibilità di articolare territorialmente e temporalmente il periodo di massima pericolosità, tenendo conto delle reali condizioni meteorologiche e dei differenti indicatori di rischio presenti nelle varie zone della Campania. Il presidente dell’Area Interna Cilento Interno ha inoltre espresso la propria disponibilità a prendere parte a un confronto tecnico con l’assessorato regionale, gli uffici competenti e i rappresentanti del comparto castanicolo, con l’obiettivo di arrivare a un’intesa in vista delle prossime stagioni di raccolta. Una richiesta finalizzata quindi a sostenere e salvaguardare la castanicoltura, conciliando le esigenze degli operatori con il rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza.
Roccadaspide, Auricchio sollecita la Regione: “Rivedere le disposizioni per la bruciatura delle felci nei castagneti”
Il presidente dell’Area Interna Cilento Interno, Girolamo Auricchio, ha rivolto un appello all’assessore regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, chiedendo di “prevedere un periodo utile per consentire la sistemazione dei castagneti prima dell’inizio della raccolta”.La proposta avanzata riguarda una revisione delle norme regionali che regolano la combustione di felci e materiale vegetale di scarto all’interno dei castagneti destinati alla produzione di frutti. L’obiettivo è individuare procedure che permettano agli operatori del settore di predisporre correttamente i terreni prima dell’avvio della stagione di raccolta. Auricchio ha formalizzato la richiesta attraverso una comunicazione indirizzata all’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca e alla Direzione Generale competente per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il tema nasce dalla necessità di far convivere le attività di manutenzione dei castagneti con le limitazioni previste durante la fase di maggiore rischio legato agli incendi boschivi.
La normativa regionale stabilisce che, nei castagneti da frutto, la rimozione di ricci, foglie e felci possa essere effettuata anche mediante raccolta, accumulo e successiva combustione, purché tali operazioni vengano svolte al di fuori del periodo classificato come maggiormente pericoloso per gli incendi. Per l’anno 2026 la Campania ha fissato questa fase dal 15 giugno al 30 settembre, prevedendo anche la possibilità di estenderne la durata in base all’evoluzione della campagna antincendio.
Secondo quanto sottolineato da Auricchio, tale calendario potrebbe però determinare problemi significativi per il settore castanicolo. La stagione della raccolta generalmente comincia tra gli ultimi giorni di settembre e i primi di ottobre e, prima di tale momento, è necessario intervenire per liberare i terreni da felci, fogliame e altri scarti vegetali, così da facilitare anche le successive attività di raccolta. L’attuale sovrapposizione temporale tra la preparazione dei castagneti e il periodo di maggiore rischio incendi rende quindi concretamente impraticabile una modalità di intervento che il regolamento regionale stesso riconosce tra quelle utilizzabili per la gestione dei castagneti produttivi.
La questione interessa in maniera particolare i comuni dell’Area Interna Cilento Interno, dove la coltivazione del castagno costituisce una risorsa rilevante non soltanto per il settore agricolo, ma anche per l’economia delle aree montane, la cura del territorio e la salvaguardia del paesaggio rurale. Per questo motivo Auricchio invita la Regione a prendere in considerazione, tenendo conto dei fattori climatici, della quota e delle caratteristiche dei diversi territori, oltre che degli effettivi livelli di rischio, l’introduzione di un intervallo temporale specifico, indicativamente dal 21 agosto, durante il quale autorizzare la pulizia dei castagneti attraverso la combustione regolamentata delle felci e degli altri residui vegetali. La possibilità dovrebbe essere limitata alle zone e alle giornate caratterizzate da condizioni tali da non determinare un elevato pericolo di incendio.
La proposta viene accompagnata da una serie di prescrizioni finalizzate a garantire la massima sicurezza. Gli interventi dovrebbero essere eseguiti esclusivamente nelle ore iniziali della giornata e comunque entro le 9, con l’assoluto divieto di procedere in caso di vento o di condizioni atmosferiche non favorevoli. Il materiale dovrebbe essere riunito in piccoli accumuli e dato alle fiamme esclusivamente in aree appositamente individuate e preventivamente sgomberate. L’operatore dovrebbe inoltre rimanere costantemente sul posto fino alla conclusione delle attività, assicurandosi dello spegnimento totale di ogni residuo di fuoco. Qualora gli indicatori relativi al rischio incendi dovessero raggiungere livelli incompatibili con le operazioni, le attività dovrebbero essere immediatamente interrotte.
La sollecitazione comprende inoltre la richiesta di una verifica sotto il profilo tecnico e giuridico delle disposizioni attualmente in vigore sulla combustione degli scarti vegetali. L’intento è arrivare a una regolamentazione capace di consentire ai produttori di effettuare gli indispensabili interventi di pulizia dei castagneti, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di protezione del patrimonio forestale e di prevenzione del rischio incendi.
Nel caso in cui la legislazione nazionale non permetta alla Regione di introdurre specifiche deroghe, Auricchio suggerisce di esaminare anche la possibilità di articolare territorialmente e temporalmente il periodo di massima pericolosità, tenendo conto delle reali condizioni meteorologiche e dei differenti indicatori di rischio presenti nelle varie zone della Campania. Il presidente dell’Area Interna Cilento Interno ha inoltre espresso la propria disponibilità a prendere parte a un confronto tecnico con l’assessorato regionale, gli uffici competenti e i rappresentanti del comparto castanicolo, con l’obiettivo di arrivare a un’intesa in vista delle prossime stagioni di raccolta. Una richiesta finalizzata quindi a sostenere e salvaguardare la castanicoltura, conciliando le esigenze degli operatori con il rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza.

