Anafilassi, a Salerno il lancio dell'adrenalina in spray nasale: svolta per il trattamento delle reazioni allergiche gravi

Arriva in Italia un'importante novità per la gestione delle reazioni allergiche severe: lo spray nasale a base di adrenalina. Il nuovo dispositivo si affianca all'iniezione intramuscolare tramite autoiniettore, fornendo un'alternativa rapida per chi soffre di ago-fobia o prova disagio nell'eseguire un'iniezione in pubblico, condizione particolarmente diffusa tra i più giovani.
Anafilassi, a Salerno il lancio dell'adrenalina in spray nasale
L'annuncio è giunto a Salerno, dove si sono riuniti gli esperti della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) in occasione del loro 38esimo Congresso nazionale. La scelta della città salernitana come vetrina scientifica accende i riflettori su un'innovazione attesissima: dopo l'autorizzazione della Food and Drug Administration americana e dell'Agenzia europea del farmaco, il dispositivo ha ottenuto il via libera dall'Aifa ed è ora disponibile sul territorio nazionale per i soggetti con peso superiore ai 30 chilogrammi. L'arrivo della formulazione pediatrica è previsto per la prossima primavera.
Le reazioni anafilattiche rappresentano manifestazioni allergiche acute che possono rivelarsi fatali in assenza di un intervento immediato. In Italia si contano circa 10mila casi all'anno, con un bilancio di circa 60 decessi. L'impiego dell'adrenalina è fondamentale per contrastare l'improvviso calo della pressione arteriosa e le difficoltà respiratorie scatenate dalla liberazione massiccia di istamina.
Le rilevazioni cliniche presentate nell'assise salernitana evidenziano tuttavia criticità legate all'uso dei tradizionali autoiniettori: una percentuale compresa tra il 25% e il 60% dei pazienti esita a praticare l'iniezione, ritardando la somministrazione anche fino a 9 minuti. A ciò si aggiungono frequenti errori di utilizzo e la tendenza a non portare con sé il dispositivo.
Il formato in spray nasale mira a superare tali ostacoli psicologici e pratici. Tra i vantaggi tecnici figura anche una durata di conservazione di 30 mesi, superiore a quella degli autoiniettori. Gli specialisti monitoreranno l'efficacia sul campo, prestando particolare attenzione alla valutazione del profilo di sicurezza per categorie specifiche quali anziani e pazienti cardiopatici.




