Paura nei cieli d'Europa, allarmi bomba su almeno 18 voli: sei coinvolgono l'Italia, caccia militari in azione e aerei dirottati

Allarmi bomba su almeno 18 voli in Europa, sei collegati all'Italia: caccia militari in azione e aerei dirottati
Uno degli episodi più rilevanti si è verificato nei cieli italiani, quando un volo Finnair proveniente da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino è stato interessato da una segnalazione anonima sulla presunta presenza di una bomba.
L'allarme ha fatto scattare le procedure di sicurezza e l'intervento dei caccia Eurofighter dell'Aeronautica Militare, che hanno raggiunto l'aereo per scortarlo fino all'atterraggio. Il velivolo è arrivato regolarmente a Fiumicino intorno alle 9.30. Una volta a terra, sono intervenuti gli artificieri della Polizia per effettuare i controlli previsti. Le verifiche non hanno rilevato ordigni e la minaccia si è rivelata infondata.
Volo Dublino-Roma dirottato in Francia: controlli anche a Malpensa
Un'altra segnalazione ha interessato un Airbus A320 della compagnia Aer Lingus, partito da Dublino e diretto nella Capitale. A seguito dell'allarme bomba, il comandante ha modificato la rotta, dirigendosi verso la base aerea militare di Évreux, in Normandia.
Anche in questo caso sono stati mobilitati i caccia, questa volta dell'aviazione francese, per accompagnare il velivolo durante le operazioni di emergenza. Le procedure di sicurezza hanno coinvolto anche l'aeroporto di Milano Malpensa.
Gli artificieri sono intervenuti per verificare due aerei arrivati rispettivamente da Salonicco e Porto, sui quali erano state segnalate possibili minacce. Entrambi i voli sono atterrati regolarmente, prima dell'avvio dei controlli. Un ulteriore episodio ha riguardato un volo Wizz Air partito da Malpensa e diretto a Varsavia, costretto a cambiare destinazione e ad atterrare a Vienna.
Le email di minaccia e i sospetti sull'origine delle segnalazioni
A far scattare le procedure di emergenza per i collegamenti Helsinki-Roma e Dublino-Roma sarebbe stata un'unica email anonima, scritta in italiano e inviata ad Aeroporti di Roma e ad altre società collegate allo scalo di Fiumicino.
Il messaggio segnalava la presunta presenza di esplosivi sui due aerei ed era firmato da sedicenti appartenenti ai «Combattenti dello Stato Maschile». La firma richiama un movimento estremista dichiarato illegale in Russia, ma non dimostra né la provenienza geografica delle email né l'identità dei responsabili. Le autorità stanno lavorando per ricostruire il percorso delle comunicazioni e individuare chi le abbia effettivamente inviate.
La nuova ondata di allarmi segue altri episodi registrati nei giorni precedenti, quando diverse segnalazioni avevano già interessato il traffico aereo europeo, senza che venissero trovati ordigni. La frequenza delle minacce e il coinvolgimento di voli diretti verso Paesi differenti hanno spinto gli investigatori a valutare l'ipotesi che possa esserci un coordinamento dietro le comunicazioni. Sono stati quindi attivati canali di cooperazione internazionale per approfondire l'origine delle email e verificare eventuali collegamenti tra gli episodi. Le indagini proseguono per individuare i responsabili delle minacce che hanno provocato disagi e mobilitato i dispositivi di sicurezza in diversi Paesi europei.

