Un documento storico riporta alla luce il legame tra la Costiera Amalfitana e la grande musica del Novecento. Tra le mura dello storico Hotel Cappuccini Convent è stata infatti rinvenuta una lettera autografa del celebre compositore britannico William Walton. Il documento, scritto su carta intestata dell’albergo e datato probabilmente 1928, è indirizzato al musicista Vladimir Dukelsky, noto negli Stati Uniti con il nome di Vernon Duke. Una scoperta che offre una nuova testimonianza del ruolo culturale di Amalfi come luogo di incontro e ispirazione per artisti e intellettuali del secolo scorso.
Lo storico Hotel Cappuccini Convent
La lettera riporta l’intestazione dell’Hotel Cappuccini Convent – Amalfi – A. Vozzi Propr., testimonianza dell’antica proprietà della famiglia Vozzi.
La struttura, ricavata da un monastero del XIII secolo affacciato sul mare, rappresentò per lungo tempo uno dei punti di riferimento dell’ospitalità internazionale in Costiera Amalfitana.
Oggi l’edificio è conosciuto come Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel, ma già nel secolo scorso era frequentato da artisti, scrittori e personalità di primo piano. Tra gli ospiti illustri che vi soggiornarono figurano nomi celebri come Richard Wagner e Winston Churchill.
La lettera e i riferimenti ai Balletti Russi
Nel testo della missiva Walton si rivolge con tono affettuoso a Dukelsky, commentando alcune difficoltà legate alla produzione di un balletto dell’amico. Il compositore cita anche Sergei Diaghilev, il celebre impresario che rivoluzionò il mondo della danza con i Balletti Russi.
Secondo Walton, Diaghilev era probabilmente impegnato nella preparazione di nuove coreografie e non riusciva a produrre tutti gli spettacoli previsti per quella stagione. Nonostante ciò, il compositore inglese mostrava fiducia nella possibilità che il balletto di Dukelsky potesse essere rappresentato successivamente.
Amalfi e il legame con la musica del Novecento
La lettera rappresenta anche una piccola finestra sulla vita culturale della Costiera Amalfitana negli anni Venti. Tra le righe compare una nota marginale che cita “Rosalind, my mother”, elemento che suggerisce come i soggiorni in Italia fossero legati anche a momenti personali e familiari.
Il rapporto tra Walton e l’Italia si sarebbe consolidato negli anni successivi: il compositore scelse infatti di vivere stabilmente sull’isola di Ischia, dove insieme alla moglie Susana creò i celebri Giardini La Mortella.
Un documento che racconta un’epoca
Più che un semplice reperto epistolare, la lettera rappresenta una testimonianza del fermento artistico che attraversava Amalfi nel primo Novecento.
Tra il silenzio delle antiche mura del convento e lo scenario del Mediterraneo, la città si conferma ancora una volta come luogo di ispirazione per grandi protagonisti della cultura europea.

