Dove circolano le
varianti del
Covid in
Italia? È la domanda che in molti si stanno ponendo ultimamente. Per gli esperti non ci sono dubbi: a metà marzo la variate inglese del
Coronavirus diventerà dominante, fino a raggiungere quasi 25mila
contagi giornalieri. Per questo motivo è necessario istituire mini zone rosse locali per arginare la diffusione del contagio nel nostro
Paese. Vediamo insieme dove si trovano le nuove varianti del virus: la situazione Regione per Regione.
Dove circolano le varianti del Covid in Italia: la mappa Regione per Regione
In quali
regioni italiane circolano di più le varianti del
Coronavirus? A preoccupare in
Alto Adige, che fino al 28 febbraio sarà zona rossa, è soprattutto la variante sudafricana del virus. In quattro comuni in particolare, e cioè a Merano, Rifiano,
San Pancrazio e
Moso in
Passiria, le
restrizioni sono ancora più dure per fermare l'avanzata del nuovo ceppo.
Qui, fino al prossimo 7 marzo, vige il
divieto di
spostamento di uscita ed entrata salvo l'esibizione di una certificazione dell'esito negativo di un
tampone antigenico o
molecolare non anteriore alle 72 ore. Da mercoledì 24 e sempre fino al 7 marzo saranno interessati a questo obbligo anche altri
cinque comuni altoatesini (Malles Venosta, Lana, San Martino in Passiria, Caines e San Leonardo in Passiria).
Piemonte
Casi di variante inglese sono stati individuati anche in
Piemonte, che si trova al momento in
zona gialla. La zona al momento più colpita dalla
variante inglese è il
Verbano-
Cusio-
Ossola, in particolare il
Comune di Re che è entrato in
zona rossa sabato. "In questo piccolo comune su circa 750 abitanti sono emersi 37 soggetti positivi negli ultimi 7 giorni. Non sappiamo ancora se questi casi siano dovuti a una variante, ma è comunque un'incidenza molto elevata", ha spiegato il governatore Cirio prima di firmare la relativa ordinanza.
Liguria
In Liguria è collegato alla
variante inglese il 21% dei nuovi casi di positività al
virus. Tuttavia, mentre la regione è in fascia arancione e non ci sono zone rosse, arriva una rassicurazione da parte del presidente Giovanni Toti:
"Il nostro sistema di rilevazione del virus ovvero la diffusione, il tasso di ospedalizzazione, l'Rt, l'incidenza nei vari territori è monitorato dai sistemi sanitari regionali e nazionale e l'Istituto superiore di sanità – ha sottolineato -. Le varianti vengono monitorate con quel sistema e all'interno di quel sistema. Quindi siamo in grado di comprendere quale oscillazione produrrà di qua a qualche settimana. Nel frattempo in tante regioni il tasso di ospedalizzazione sta calando".
Lombardia
A preoccupare in Lombardia è la provincia di
Brescia, dove sono stati raggiunti picchi di 700 contagi al giorno, collegati alla variante inglese. La
Regione aveva già inserito 4 comuni (Viggiù, Bollate, Mede e Castrezzato) in zona rossa fino al 24 febbraio dopo che alcuni casi erano scoppiati in ambito scolastico.
Per tanto è stata disposto anche
"che le attività scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie in questi comuni si svolgano esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione riguarda anche asili nido e scuole materne".
Umbria
L'Umbria è una delle regioni che per prime hanno fatto registrare il maggior numero di casi legati alle
varianti del virus, sia quella
brasiliana, collegata all'ambito ospedaliero, che quella
inglese, collegata all'ambito scolastico. Sono stati confermati dall'Iss 63 casi totali causati da varianti, 41 dalla brasiliana e 22 dall'inglese, sui 77 campioni inviati. Nella Regione, che sta ora aspettando altri risultati di oltre 100 tamponi, è stata stabilita la zona rossa su quasi due terzi del territorio, tra la provincia di Perugia e quella di Terni.
Veneto
In
Veneto la presenza della
variante inglese è intorno al 17% del totale, come ha confermato il presidente Luca Zaia. Trovati in regione anche due casi di
variante brasiliana, isolati, in
provincia di
Padova e
Venezia. Ma al momento la regione resta in
zona gialla e non è stato preso nessun provvedimento restrittivo.
Emilia Romagna
In
Emilia Romagna la presenza della
variante inglese è in crescita: i dati preliminari di uno studio del 12 febbraio indicano una percentuale del 41%.
Nel Bolognese ci sono alcuni focolai in Appennino, in particolare nel comune di
San Benedetto Val di Sambro, poco più di 4mila abitanti, dove sono in vigore misure straordinarie, in particolare la
chiusura di tutte le
scuole, e soprattutto si procederà a tamponi a tappeto a tutta la popolazione, anche se non è stata decretata la
zona rossa.
Marche
La situazione è sotto osservazione soprattutto nell'area di
Ancona dove "
la variante inglese sta galoppando", come ha detto l’assessore comunale a Protezione civile e sicurezza Stefano Foresi. Pertanto, è stata prorogata fino al 27 febbraio l'ordinanza che limita gli spostamenti in entrata e uscita dalla Provincia. "I risultati sono stati positivi già in quattro giorni, quindi portare le misure a un'altra settimana è stata una decisione che condivido. Spero che i nostri cittadini – ha aggiunto – rispettino le regole che ci sono: si devono rispettare le regole sulle mascherine, il lavaggio delle mani, i limiti di assembramento e si può fare a meno di fare l'aperitivo tutti insieme attaccati come succede spesso in qualche posto". Da domani altri 20 Comuni passano in zona arancione.
Abruzzo
In provincia di
Pescara, che insieme a quella di Chieti è in zona rossa fino al 28 febbraio, la variante inglese è ormai quella dominante nei nuovi casi di positività al
Covid registrati.
Si segnala anche il caso di un operatore sociosanitario in forza all'ospedale dell'Aquila, vaccinato con richiamo, che è risultato positivo alla
variante brasiliana. Sarebbe stato contagiato in famiglia: nel nucleo familiare si è sviluppato un focolaio con circa 6
contagiati sui quali sono in corso approfondimenti per verificare se si tratti di variante brasiliana. Nei giorni scorsi, nel comune aquilano di Poggio Picenze, sono stati scoperti tre casi di variante brasiliana in tre cittadini brasiliani residenti nel centro a pochi chilometri dal capoluogo.
Sardegna
Alcuni casi di variante inglese del virus sono stati individuati nei laboratori Covid e di Ematologia dell'ospedale San Francesco di Nuoro. Un caso è stato rilevato a Nuoro e un cluster è stato registrato a Bono, paese del Goceano in provincia di Sassari.
La scoperta del cluster ha indotto il sindaco Elio Mulas a predisporre un'ordinanza per il
lockdown totale fino al 6 marzo: vietato spostarsi se non per lavoro e
studio o motivi di
salute. Chiusi parchi, aree gioco, giardini pubblici e il cimitero, è consentita solo l'attività edilizia. Sospesa l'attività didattica in presenza, chiusi bar e ristoranti ma permessa la consegna a domicilio. Infine stop al commercio ambulante.
Lazio
Oltre ad alcuni casi di
variante inglese segnalati nelle scuole di Roma, Nel Lazio "si sono affacciate le varianti”, spiega l'assessore alla Salute Alessio D'Amato. Il comune di Roccagorga (Latina) è zona rossa. Per l'alta incidenza di casi di variante ingleseè stata disposta il 20 febbraio la
zona rossa anche per Colleferro e Carpineto, due comuni in provincia di Roma. Casi accertati di variante inglese anche nel Viterbese, al confine con l’Umbria.