Scompaiono i reperti istologici che sarebbero finiti addirittura nelle mani di uno degli imputati. È quanto accaduto nel procedimento penale contro Luigi Cobellis, titolare dell’omonima clinica, lo specialista Luigi Angrisani di Napoli, e i medici Giovanni Novi di Ascea e Rocco Cimino di Teggiano, accusati, a vario titolo, di concorso in omicidio colposo per la morte di Michele Alfano. Il 40enne di Capaccio morì dopo un intervento di riduzione dello stomaco.

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