Si avvia verso la conclusione il processo davanti alla Corte d'Assise di Salerno per il drammatico omicidio consumatosi nel comune di Eboli.
La difesa del presunto assassino ha avanzato la formale richiesta di proscioglimento immediato, focalizzando l'intera linea strategica sullo stato psicologico dell'imputato. Secondo il legale difensore, il tragico gesto non sarebbe frutto di una lucida efferatezza, bensì la diretta conseguenza di un totale cortocircuito psichico, legato a una severa e preesistente patologia della personalità inquadrabile in un quadro paranoide come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La tragedia risale alla primavera di due anni fa, quando l'anziano genitore, un pensionato stimato dall'intera comunità locale e dedito alle cure della consorte gravemente inferma, venne aggredito mortalmente all'interno delle mura domestiche dopo un violento alterco. L'epilogo giudiziario della vicenda è atteso per l'inizio dell'estate, quando la Corte si riunirà in camera di consiglio per emettere il verdetto definitivo dopo le ultime repliche delle parti.
La difesa del presunto assassino ha avanzato la formale richiesta di proscioglimento immediato, focalizzando l'intera linea strategica sullo stato psicologico dell'imputato. Secondo il legale difensore, il tragico gesto non sarebbe frutto di una lucida efferatezza, bensì la diretta conseguenza di un totale cortocircuito psichico, legato a una severa e preesistente patologia della personalità inquadrabile in un quadro paranoide come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Uccise il padre a Eboli: la difesa evoca il totale vizio di mente
La tesi difensiva punta a smantellare le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi contestate dalla pubblica accusa, la quale ha invece invocato una pesante condanna a un quarto di secolo di reclusione. Sebbene la consulenza tecnica disposta dai magistrati abbia rilevato una parziale incapacità di intendere e di volere, la difesa spinge per la totale non imputabilità o, in estremo subordine, per il massimo sconto di pena previsto dall'ordinamento.La tragedia risale alla primavera di due anni fa, quando l'anziano genitore, un pensionato stimato dall'intera comunità locale e dedito alle cure della consorte gravemente inferma, venne aggredito mortalmente all'interno delle mura domestiche dopo un violento alterco. L'epilogo giudiziario della vicenda è atteso per l'inizio dell'estate, quando la Corte si riunirà in camera di consiglio per emettere il verdetto definitivo dopo le ultime repliche delle parti.

