Cronaca

Salerno, presunte truffe sui bonus edilizi per 160 milioni: sei imputati a processo

Carla Castellano
Salerno, presunte truffe sui bonus edilizi per 160 milioni: sei imputati a processo
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Arriveranno davanti al giudice nei prossimi mesi i sei imputati coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Salerno su un presunto sistema di frodi legato ai bonus edilizi. Il procedimento prenderà il via con giudizio immediato e riguarda crediti d’imposta che, secondo l’accusa, sarebbero stati generati e monetizzati attraverso operazioni fittizie per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro.

Le accuse contestate

I sei sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, oltre che di reati fallimentari e tributari.

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe sfruttato le agevolazioni previste da diverse misure nel settore edilizio, tra cui Superbonus 110%, Bonus Facciate, Ecobonus e Sismabonus, per creare crediti d’imposta ritenuti inesistenti o comunque privi dei requisiti previsti.

L’obiettivo del presunto meccanismo sarebbe stato quello di trasformare questi crediti in disponibilità economiche effettive attraverso una serie di passaggi finanziari.

Il sequestro da 160 milioni

L’indagine aveva portato, lo scorso giugno, all’esecuzione di un sequestro preventivo avente ad oggetto crediti e altre disponibilità che gli investigatori ritengono riconducibili alle condotte contestate.

Il valore complessivo del provvedimento era stato quantificato in circa 160 milioni di euro.

Gli accertamenti si sono concentrati anche sui movimenti bancari e sui flussi di denaro generati dalle operazioni considerate sospette.

Riciclaggio e trasferimenti verso l’estero

Dall’analisi finanziaria sarebbero inoltre emerse operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio per circa 17 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti, parte delle somme sarebbe stata trasferita anche fuori dall’Italia, con movimenti di denaro diretti in particolare verso Cina, India e Pakistan.

Sarà ora il processo a dover accertare le responsabilità dei sei imputati e verificare la fondatezza delle contestazioni mosse dalla Procura sulla base degli elementi raccolti dalla Guardia di Finanza.

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