Truffe agli anziani con la tecnica del falso carabiniere, due arresti a Salerno: indagine coordinata dalla Procura di Bolzano

Due residenti a Salerno sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Bolzano, nell’ambito di un’indagine su diverse truffe ai danni di persone anziane. Lo riporta SalernoToday.
Gli accertamenti, avviati dopo le segnalazioni presentate dalle vittime, avrebbero permesso agli investigatori di individuare un sistema per riciclare il denaro attraverso conti bancari intestati a prestanome. Lo schema, già emerso in altre indagini negli ultimi anni, consisteva nel contattare telefonicamente le vittime fingendosi appartenenti all’Arma dei carabinieri oppure dipendenti di istituti bancari. I truffatori prospettavano presunte irregolarità nei conti correnti e inducevano gli anziani a spostare i propri risparmi su coordinate bancarie presentate come affidabili. In un secondo momento, secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo sarebbe passato anche alla clonazione di identità digitali per richiedere prestiti agli istituti di credito.
L’inchiesta ha portato inoltre all’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo, disposto in vista della confisca dei proventi ritenuti illeciti. Il procuratore di Bolzano, Axel Bisignano, ha ribadito l’importanza di non fidarsi di comunicazioni telefoniche o messaggi di questo genere, ricordando che «le banche non comunicano mai in questo modo».
Truffe agli anziani con la tecnica del falso carabiniere, due arresti a Salerno: indagine coordinata dalla Procura di Bolzano
Due residenti a Salerno sono finiti in manette per mano della Guardia di finanza di Bolzano, nell’ambito di un’indagine su diverse frodi ai danni di persone anziane, messe a segno attraverso la tecnica del cosiddetto «finto carabiniere». Nel procedimento sono coinvolte anche altre cinque persone, tra cui una donna residente a Bolzano, iscritte nel registro degli indagati. Il valore complessivo delle operazioni contestate ammonta a 150mila euro.Gli accertamenti, avviati dopo le segnalazioni presentate dalle vittime, avrebbero permesso agli investigatori di individuare un sistema per riciclare il denaro attraverso conti bancari intestati a prestanome. Lo schema, già emerso in altre indagini negli ultimi anni, consisteva nel contattare telefonicamente le vittime fingendosi appartenenti all’Arma dei carabinieri oppure dipendenti di istituti bancari. I truffatori prospettavano presunte irregolarità nei conti correnti e inducevano gli anziani a spostare i propri risparmi su coordinate bancarie presentate come affidabili. In un secondo momento, secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo sarebbe passato anche alla clonazione di identità digitali per richiedere prestiti agli istituti di credito.
L’inchiesta ha portato inoltre all’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo, disposto in vista della confisca dei proventi ritenuti illeciti. Il procuratore di Bolzano, Axel Bisignano, ha ribadito l’importanza di non fidarsi di comunicazioni telefoniche o messaggi di questo genere, ricordando che «le banche non comunicano mai in questo modo».




