Paura nella notte di oggi, martedì 2 giugno, in Calabria dove si è verificato un terremoto di magnitudo 6,2: avvertito in tutto il Sud Italia da Palermo a Napoli.
La popolazione delle aree tirreniche e dei comuni interni della Calabria ha percepito distintamente le vibrazioni, con particolare preoccupazione nei centri abitati più vicini, come Amantea, Belmonte Calabro e San Lucido. Questi luoghi ricadono in una zona storicamente ad alta sismicità; basti pensare ai devastanti terremoti che hanno colpito la Calabria occidentale nei secoli XVII e XVIII.
Gli esperti ritengono che la significativa profondità dell’ipocentro abbia attenuato gli effetti distruttivi sulla superficie, limitando il rischio di gravi conseguenze. Tuttavia, il fenomeno ha generato timore tra la popolazione e ha richiamato l’attenzione della Protezione Civile, che sta proseguendo le verifiche e i monitoraggi su infrastrutture ed edifici lungo la fascia tirrenica.
La Costa Calabra nord-occidentale, insieme a territori come la Sicilia, l’Irpinia e l’Italia centrale, si conferma una delle aree più sorvegliate in termini di rischio sismico nel Paese. La rilevanza di mantenere un costante monitoraggio dell’attività sismica, soprattutto in questa regione soggetta a frequenti terremoti, non può essere sottovalutata.
A seguito dell’evento, l'Unità di Crisi è stata convocata presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma, come comunicato dal capo dipartimento Fabio Ciciliano. La Sala Situazione Italia ha immediatamente attivato i contatti con le strutture operative presenti sul territorio per coordinare eventuali interventi. Sebbene al momento non siano stati registrati danni materiali, le verifiche continuano per garantire la sicurezza della popolazione. La scossa, seppur senza conseguenze gravi, riporta l'attenzione sui rischi legati alla natura geologica del Mediterraneo e invita a considerare strategie preventive più approfondite.
Forte scossa di terremoto di magnitudo 6,2 in Calabria: avvertito in tutto il Sud Italia da Palermo a Napoli
Un terremoto di magnitudo 6.2 ha scosso la Calabria nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 giugno 2026, precisamente alle 00:12, secondo i rilevamenti dell’INGV. L’evento sismico, il cui epicentro è stato individuato in mare, a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, nella provincia di Cosenza, ha avuto un ipocentro profondo ben 250 chilometri sotto il livello del mare. Sebbene non siano stati segnalati danni significativi a persone o strutture, la scossa è stata avvertita ampiamente in tutto il Sud Italia, da Palermo a Bari e Napoli.La popolazione delle aree tirreniche e dei comuni interni della Calabria ha percepito distintamente le vibrazioni, con particolare preoccupazione nei centri abitati più vicini, come Amantea, Belmonte Calabro e San Lucido. Questi luoghi ricadono in una zona storicamente ad alta sismicità; basti pensare ai devastanti terremoti che hanno colpito la Calabria occidentale nei secoli XVII e XVIII.
Gli esperti ritengono che la significativa profondità dell’ipocentro abbia attenuato gli effetti distruttivi sulla superficie, limitando il rischio di gravi conseguenze. Tuttavia, il fenomeno ha generato timore tra la popolazione e ha richiamato l’attenzione della Protezione Civile, che sta proseguendo le verifiche e i monitoraggi su infrastrutture ed edifici lungo la fascia tirrenica.
La Costa Calabra nord-occidentale, insieme a territori come la Sicilia, l’Irpinia e l’Italia centrale, si conferma una delle aree più sorvegliate in termini di rischio sismico nel Paese. La rilevanza di mantenere un costante monitoraggio dell’attività sismica, soprattutto in questa regione soggetta a frequenti terremoti, non può essere sottovalutata.
A seguito dell’evento, l'Unità di Crisi è stata convocata presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma, come comunicato dal capo dipartimento Fabio Ciciliano. La Sala Situazione Italia ha immediatamente attivato i contatti con le strutture operative presenti sul territorio per coordinare eventuali interventi. Sebbene al momento non siano stati registrati danni materiali, le verifiche continuano per garantire la sicurezza della popolazione. La scossa, seppur senza conseguenze gravi, riporta l'attenzione sui rischi legati alla natura geologica del Mediterraneo e invita a considerare strategie preventive più approfondite.

