Il comune di Scafati prova a mettersi definitivamente alle spalle lo spettro del default economico e i vincoli del piano di rientro. A tracciare il bilancio del rilancio finanziario è il primo cittadino Pasquale Aliberti, il quale ha reso noti i dati ufficiali del rendiconto d'esercizio come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Le cifre evidenziano un drastico dimezzamento del disavanzo dell'ente, crollato in un biennio da ben 17,73 milioni di euro a quota 7,92 milioni, registrando una contrazione del debito che supera il 55% e avvicina sensibilmente Palazzo di Città al pareggio di bilancio.
Parallelamente all'opera di risanamento, l'amministrazione scafatese ha impresso un'accelerazione sul fronte degli investimenti strutturali e del potenziamento dei servizi ai cittadini. Nonostante l'esborso per le risorse umane sia cresciuto di oltre un terzo, la fascia tricolore ha rivendicato la necessità di nuove assunzioni per sbloccare e potenziare uffici nevralgici come l'Anagrafe, il settore Tributi e l'Urbanistica. Sul fronte dei lavori pubblici, le risorse impiegate sul territorio sono quasi raddoppiate, toccando la soglia dei 14 milioni di euro per finanziare il rifacimento delle arterie stradali, l'ammodernamento dei plessi scolastici, la manutenzione degli impianti sportivi e il potenziamento dell'illuminazione pubblica.
I risultati sbandierati dal sindaco non hanno tuttavia spento il dibattito politico, sollevando la reazione delle forze di minoranza. I rappresentanti del Partito Democratico hanno aspramente criticato l'esecutivo per il mancato rispetto dei termini di legge nell'approvazione del documento contabile in aula, originariamente fissati per la fine di aprile, accusando la maggioranza di diffondere un resoconto edulcorato che non rispecchierebbe le reali difficoltà strutturali in cui versa ancora la macchina amministrativa. Critiche che il primo cittadino ha rispedito al mittente, liquidandole come argomentazioni pretestuose avanzate da chi non vive il quotidiano della città.
Le cifre evidenziano un drastico dimezzamento del disavanzo dell'ente, crollato in un biennio da ben 17,73 milioni di euro a quota 7,92 milioni, registrando una contrazione del debito che supera il 55% e avvicina sensibilmente Palazzo di Città al pareggio di bilancio.
Svolta finanziaria a Scafati: dimezzato il buco in bilancio
La chiave di volta di questa inversione di tendenza risiede nell'efficacia dei meccanismi di contrasto all'evasione fiscale locale, con particolare riferimento alla tassa sui rifiuti. I controlli mirati sulla Tari hanno generato un incremento esponenziale dei flussi finanziari recuperati: se nel 2023 le casse comunali avevano incamerato appena 53mila euro dai contribuenti infedeli, la quota è salita a oltre mezzo milione di euro, mentre i primi dati dell'anno in corso confermano il trend positivo con centinaia di migliaia di euro già recuperati.Parallelamente all'opera di risanamento, l'amministrazione scafatese ha impresso un'accelerazione sul fronte degli investimenti strutturali e del potenziamento dei servizi ai cittadini. Nonostante l'esborso per le risorse umane sia cresciuto di oltre un terzo, la fascia tricolore ha rivendicato la necessità di nuove assunzioni per sbloccare e potenziare uffici nevralgici come l'Anagrafe, il settore Tributi e l'Urbanistica. Sul fronte dei lavori pubblici, le risorse impiegate sul territorio sono quasi raddoppiate, toccando la soglia dei 14 milioni di euro per finanziare il rifacimento delle arterie stradali, l'ammodernamento dei plessi scolastici, la manutenzione degli impianti sportivi e il potenziamento dell'illuminazione pubblica.
I risultati sbandierati dal sindaco non hanno tuttavia spento il dibattito politico, sollevando la reazione delle forze di minoranza. I rappresentanti del Partito Democratico hanno aspramente criticato l'esecutivo per il mancato rispetto dei termini di legge nell'approvazione del documento contabile in aula, originariamente fissati per la fine di aprile, accusando la maggioranza di diffondere un resoconto edulcorato che non rispecchierebbe le reali difficoltà strutturali in cui versa ancora la macchina amministrativa. Critiche che il primo cittadino ha rispedito al mittente, liquidandole come argomentazioni pretestuose avanzate da chi non vive il quotidiano della città.

