Cronaca

Street Control, multe a rischio annullamento: privacy, irregolarità nei verbali e tutele per gli automobilisti

Alessia BenincasaPubblicato il
Street Control, multe a rischio annullamento: privacy, irregolarità nei verbali e tutele per gli automobilisti
L'utilizzo dello Street Control, il sistema di ripresa fotografica e video installato sulle auto della Polizia Locale per individuare le infrazioni stradali, continua a suscitare un acceso dibattito: privacy, irregolarità nei verbali e tutele per gli automobilisti.

Street Control, multe a rischio annullamento: privacy, irregolarità nei verbali e tutele per gli automobilisti

L'utilizzo dello Street Control, il sistema di ripresa fotografica e video installato sulle auto della Polizia Locale per individuare le infrazioni stradali, continua a suscitare un acceso dibattito. Al centro della questione ci sono la tutela della riservatezza dei cittadini e il rispetto delle procedure previste per garantire i diritti degli automobilisti.

I Comuni sostengono l'impiego di queste apparecchiature evidenziandone i vantaggi in termini di controllo del territorio, organizzazione della circolazione e contrasto alle violazioni. Le modalità con cui vengono effettuati gli accertamenti, tuttavia, sollevano interrogativi sulla loro compatibilità con il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali e con le disposizioni del Codice della Strada.

Privacy e protezione dei dati

Per quanto riguarda la disciplina della riservatezza, le fotografie realizzate attraverso le telecamere installate sulle pattuglie possono essere acquisite senza richiedere preventivamente il consenso degli automobilisti. Il fondamento giuridico di questa attività risiede infatti nell'esercizio delle funzioni pubbliche finalizzate all'individuazione delle infrazioni.

Questo non significa, però, che le amministrazioni siano esonerate dal rispettare le regole stabilite dall'articolo 5 del GDPR. Tra gli obblighi principali figurano la raccolta dei soli dati indispensabili e la necessità di garantire un'adeguata informazione agli interessati.

Le immagini dovrebbero quindi documentare principalmente la targa e gli elementi del veicolo indispensabili per accertare l'eventuale illecito. Non dovrebbe invece essere effettuata una ripresa indiscriminata dei volti di chi guida, dei passeggeri o delle persone che transitano nelle vicinanze.

Nel caso in cui nelle fotografie compaiano informazioni non pertinenti oppure individui estranei all'accertamento, gli operatori della Polizia Locale dovrebbero intervenire mediante sistemi di copertura o pixelatura, prima che il materiale venga inserito nella documentazione relativa alla sanzione.

Anche l'informazione agli utenti rappresenta un passaggio fondamentale. Occorre predisporre avvisi di primo livello, attraverso indicazioni chiaramente visibili sulle vetture di servizio oppure comunicazioni preventive pubblicate sul portale istituzionale e sull'Albo Pretorio.

A questi adempimenti si aggiunge la necessità per il Comune di predisporre, prima dell'utilizzo dello strumento, una Valutazione di Impatto sulla Protezione dei Dati. La mancata elaborazione di questo documento costituisce una delle irregolarità formali più rilevanti nell'ambito dei controlli del Garante per la Privacy.

Le irregolarità negli accertamenti

Le problematiche più delicate riguardano soprattutto il modo in cui lo Street Control viene concretamente utilizzato e il rispetto delle disposizioni del Codice della Strada.

In diverse città, le pattuglie impiegano il dispositivo mentre sono in movimento, anche a velocità sostenuta, acquisendo fotografie in modo istantaneo. Le contestazioni vengono poi trasmesse successivamente al proprietario del mezzo, talvolta anche a distanza di un mese dall'episodio.

Una procedura di questo tipo può determinare l'invalidità degli accertamenti. Secondo quanto più volte precisato dalla giurisprudenza di legittimità, infatti, lo Street Control non dispone di un'omologazione che consenta di rilevare le infrazioni in maniera completamente automatizzata. La sua funzione è quella di affiancare il lavoro dell'agente incaricato del controllo.

Il personale presente sulla pattuglia deve quindi verificare direttamente le circostanze dell'episodio e, quando le condizioni lo permettono, invitare il conducente a spostare il veicolo oppure procedere immediatamente alla contestazione.

Una singola fotografia realizzata da una telecamera in movimento non permette necessariamente di distinguere una sosta vietata da un'interruzione momentanea della marcia determinata dalle condizioni del traffico.

Può accadere, ad esempio, che un'automobile rimanga temporaneamente ferma, con il motore acceso, perché il conducente sta aspettando che un altro veicolo completi le operazioni necessarie per uscire da un parcheggio.

Considerare automaticamente una situazione simile come una sosta in doppia fila, basandosi soltanto su uno scatto isolato, significa attribuire all'immagine un significato che potrebbe non corrispondere a quanto realmente avvenuto.

Ulteriori dubbi riguardano le motivazioni riportate nei verbali per spiegare l'impossibilità di effettuare la contestazione nell'immediatezza. Tra le giustificazioni utilizzate compare spesso la mancata presenza del conducente.

Questa motivazione potrebbe risultare non corrispondente alla realtà se gli agenti non hanno nemmeno arrestato la marcia della pattuglia per verificare se all'interno dell'automobile fosse presente una persona pronta a ripartire.

Il paradosso delle immagini

Un'altra questione controversa emerge quando l'automobilista presenta una richiesta di accesso alla documentazione per ottenere le fotografie utilizzate come fondamento della multa.

In questa circostanza, l'amministrazione deve conciliare due esigenze: rispettare le disposizioni sulla riservatezza e mettere a disposizione del cittadino elementi sufficienti per verificare la correttezza della contestazione.

Per garantire la tutela dei dati personali, il Comune dovrebbe consegnare immagini nelle quali l'abitacolo risulti completamente oscurato. Una fotografia modificata in questo modo, tuttavia, potrebbe non permettere di stabilire se il conducente fosse effettivamente presente all'interno dell'automobile oppure se il mezzo fosse parcheggiato o semplicemente fermo per una breve interruzione della circolazione.

Si crea così una contraddizione sul piano delle prove: l'amministrazione, che deve dimostrare la fondatezza dell'infrazione contestata, rischia di non disporre di documentazione sufficiente a sostenere la legittimità della multa.

Un ulteriore problema si verifica quando il Comune comunica di non essere più in possesso delle fotografie perché eliminate dopo la scadenza del periodo previsto per la loro conservazione. La cancellazione del materiale prima che siano terminati i tempi entro i quali il destinatario può contestare il verbale può compromettere il diritto di difesa riconosciuto dall'articolo 24 della Costituzione. In assenza della documentazione fotografica, infatti, potrebbe venire meno la possibilità di dimostrare concretamente la violazione attribuita all'automobilista.

Come difendersi dalle multe

Quando una sanzione presenta possibili irregolarità di natura procedurale, il cittadino può utilizzare diversi strumenti per tutelare le proprie ragioni, anche senza dover necessariamente incaricare un avvocato.

Il primo adempimento consiste nel presentare una richiesta ufficiale di accesso agli atti al Comando della Polizia Locale. La comunicazione può essere trasmessa attraverso Posta Elettronica Certificata oppure mediante raccomandata, chiedendo di ricevere una copia della fotografia utilizzata per documentare l'infrazione.

Se dall'esame dell'immagine non risultano elementi sufficienti per ricostruire quanto accaduto, oppure se il Comune dichiara di avere già eliminato il materiale fotografico, l'interessato può procedere con un'impugnazione autonoma del verbale. Le possibilità previste sono due:

  • Ricorso al Prefetto: deve essere presentato entro 60 giorni dalla ricezione della multa, attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno oppure PEC, secondo quanto stabilito dall'articolo 203 del Codice della Strada.
  • Ricorso al Giudice di Pace: può essere depositato entro 30 giorni dalla notifica del verbale. Per le controversie relative alle violazioni del Codice della Strada, la normativa permette agli automobilisti di difendersi personalmente davanti agli organi competenti, senza l'obbligo di nominare un legale e indipendentemente dal valore economico della sanzione. Restano a carico dell'interessato gli eventuali costi previsti per la procedura.
Durante il procedimento di opposizione è possibile evidenziare l'insufficienza degli elementi a sostegno dell'infrazione, l'assenza di una verifica diretta da parte dell'agente e l'eventuale compromissione delle garanzie difensive. Queste contestazioni possono costituire motivazioni valide affinché l'autorità chiamata a decidere disponga la cancellazione della multa e della relativa sanzione amministrativa.
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