Inchiesta

Spesa alimentare e carrello della spesa: Eurospin guida il risparmio nazionale, ma al Sud la concorrenza tra insegne si azzera

Occhio di SalernoPubblicato il
Spesa alimentare e carrello della spesa: Eurospin guida il risparmio nazionale, ma al Sud la concorrenza tra insegne si azzera
I dati della 36ª indagine nazionale di Altroconsumo sulle abitudini d'acquisto e sulla convenienza dei punti vendita delineano una mappa ben precisa del settore della grande distribuzione organizzata.

Nel confronto globale tra le varie opzioni presenti sul mercato, la catena Eurospin conquista il primo posto come insegna più economica in assoluto su scala nazionale per i consumatori che orientano i propri acquisti sui prodotti meno cari a scaffale, consentendo tagli di spesa che arrivano fino a 3.700 euro l'anno per un nucleo familiare di quattro persone. Nel comparto dei discount seguono a brevissima distanza Aldi, In's Mercato e Lidl.

Spesa alimentare e carrello della spesa: Eurospin guida il risparmio nazionale

Il quadro delle opportunità varia tuttavia in base alla tipologia di carrello selezionata e alle singole opzioni d'acquisto:
  • Spesa Mista (marchi, private label ed economici): Nei supermercati tradizionali la leadership della convenienza va al marchio Famila (con Famila Superstore), seguito da Coop e Conad. Tra i discount svetta In's Mercato.
  • Prodotti di Marca: Famila si conferma l'insegna più competitiva, affiancata nelle prime posizioni da Esselunga, Ipercoop e Spazio Conad.
  • Private Label (marchio del distributore): Carrefour registra i prezzi più vantaggiosi a livello nazionale, seguito da Spazio Conad e Conad; le quotazioni più elevate nel segmento si rilevano da Eurospar.
Il quadro positivo dei grandi marchi nazionali deve tuttavia fare i conti con la realtà strutturale del Mezzogiorno e della Campania. Nelle province meridionali la scarsa presenza competitiva tra i diversi player della distribuzione annulla quasi del tutto la variabilità dei listini: in piazze come Caserta e Napoli la differenza di prezzo tra il supermercato più caro e quello più economico genera un risparmio massimo che non supera i 50 euro annui, lasciando ai consumatori locali margini d'ottimizzazione della spesa estremamente ridotti.
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