Smascherati vigili, ufficiali e impiegati del Comune di Milano: cancellavano multe e avvisi di pagamento
Redazione Occhio NotiziePubblicato il

Milano, cancellavano multe e avvisi di pagamento
Cancellavano le multe tramite accesso abusivo ai sistemi informatici del Comune di Milano. Il giudice che firmò i primi arresti sostenne che quei vigili, ufficiali ed impiegati erano una squadra organizzatissima. I loro servizi erano destinati a centinai di milanesi tra cui medici, falegnami e ristoranti, assicuratori e calzolai e supermercati.
Intercettata telefonata tra il sindacalista Cisl e l'impiegata comunale
A mettere sulla pista giusta le forze dell'ordine una telefonata che risale alla primavera del 2018, quando un vigile/sindacalista, Mauro Cobelli, ex capo milanese della Cisl tra i ghisa, parla con Anna, impiegata del Comune di Milano, 61 anni, ufficio Riscossioni della polizia locale. Un conoscente del vigile vuole annullare una multa di 5mila euro, la "contratta" ma poi non "aggiusta" il suo debito in nero e allora la signora si sfoga con l'agente: "Occhio a chi dai il numero Mauro, se non è gente affidata non darlo più a nessuno, perché questo si è fatto le cose ed è sparito, e adesso dobbiamo vedere come fare".Gli arresti
I carabinieri, intercettata la telefonata, decidono di approfondire. Comincia così la lunga inchiesta sul business all'interno della polizia locale milanese fino ad arrivare a diversi arresti. Luglio 2019 due impiegate del Comune e una vigilessa, a giugno 2020 un vigile. Fino alla chiusura indagini, a dicembre 2020, contro un'altra dozzina tra agenti e ufficiali della polizia locale e impiegati comunali. Per tutti l'accusa, firmata dal pm Carlo Scalas, è la stessa: entrano nei sistemi informatici della polizia locale per cancellare multe e avvisi di pagamento.
Il sindacalista Cisl
Dalle indagini emerge una vera e propria organizzazione all'interno della polizia locale e della Cisl: in cima alla lista degli indagati c'è infatti proprio Mauro Cobelli detto anche "500 tessere" perché tanti erano i vigili iscritti al sindacato che facevano riferimento a lui.Frodi e falso in atto pubblico
A lavorare sul caso sono i carabinieri, prima quelli della tenenza di Rozzano, poi della prima sezione del Nucleo investigativo di via Moscova, i reati che vengono a galla sono sempre gli stessi:- accesso abusivo ai sistemi informatici del Comune
- frode informatica
- falso in atto pubblico




