Si apre un nuovo capitolo giudiziario sulla morte di Francesco Pontone, il 16enne deceduto il 17 giugno 2024 a Cava de' Tirreni in seguito a un drammatico incidente stradale. La Procura di Nocera Inferiore ha ottenuto il rinvio a giudizio per due persone, chiamate a rispondere di omicidio stradale in concorso e di violazioni al Codice della strada come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’accusa, l’incidente si verificò intorno alle 20:30 in via XXV Luglio. Il giovane, originario di Castel San Giorgio, perse la vita dopo essere stato sbalzato dal ciclomotore e travolto da un’autocisterna. Alla base dell’impatto fatale vi sarebbe una concatenazione di comportamenti irregolari da parte di più soggetti coinvolti nella dinamica.
In particolare, lo scooter guidato da un coetaneo della vittima avrebbe tentato un sorpasso in condizioni di spazio ridotto, entrando in contatto con una vettura proveniente dalla direzione opposta, una Hyundai condotta da un uomo di 75 anni. Quest’ultimo, secondo quanto emerge dalla perizia disposta dalla Procura, avrebbe oltrepassato la linea di mezzeria per evitare un altro veicolo fermo in sosta vietata.
Proprio la presenza di una Ford Fiesta, parcheggiata irregolarmente, e del suo conducente – un giovane di 26 anni che si trovava accanto all’auto sulla carreggiata – avrebbe contribuito a restringere ulteriormente lo spazio di manovra. Un ingombro aggravato anche dalla presenza di un oggetto personale che sporgeva verso la sede stradale.
L’urto tra lo scooter e l’autovettura avrebbe provocato una rotazione del mezzo a due ruote, con la conseguente caduta del passeggero sull’asfalto. Il 16enne sarebbe stato quindi investito dall’autocisterna che sopraggiungeva nella corsia di marcia, senza possibilità di evitare l’impatto.
La consulenza tecnica evidenzia come l’incidente sia stato determinato da una serie di condotte autonome ma convergenti, nessuna delle quali in grado di interrompere la sequenza causale innescata dalle altre. Un intreccio di responsabilità che ora sarà al centro del dibattimento, chiamato a chiarire il ruolo e il peso delle singole azioni nella dinamica complessiva dei fatti.
Sedicenne morto in scooter, tre condotte sotto accusa
La decisione è stata assunta dal giudice per l’udienza preliminare al termine dell’esame degli atti. Parallelamente, la posizione del minore che era alla guida dello scooter su cui viaggiava la vittima sarà valutata dal tribunale competente per i minorenni. Il processo nei confronti degli imputati adulti prenderà il via nel mese di maggio davanti al giudice monocratico.Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’accusa, l’incidente si verificò intorno alle 20:30 in via XXV Luglio. Il giovane, originario di Castel San Giorgio, perse la vita dopo essere stato sbalzato dal ciclomotore e travolto da un’autocisterna. Alla base dell’impatto fatale vi sarebbe una concatenazione di comportamenti irregolari da parte di più soggetti coinvolti nella dinamica.
In particolare, lo scooter guidato da un coetaneo della vittima avrebbe tentato un sorpasso in condizioni di spazio ridotto, entrando in contatto con una vettura proveniente dalla direzione opposta, una Hyundai condotta da un uomo di 75 anni. Quest’ultimo, secondo quanto emerge dalla perizia disposta dalla Procura, avrebbe oltrepassato la linea di mezzeria per evitare un altro veicolo fermo in sosta vietata.
Proprio la presenza di una Ford Fiesta, parcheggiata irregolarmente, e del suo conducente – un giovane di 26 anni che si trovava accanto all’auto sulla carreggiata – avrebbe contribuito a restringere ulteriormente lo spazio di manovra. Un ingombro aggravato anche dalla presenza di un oggetto personale che sporgeva verso la sede stradale.
L’urto tra lo scooter e l’autovettura avrebbe provocato una rotazione del mezzo a due ruote, con la conseguente caduta del passeggero sull’asfalto. Il 16enne sarebbe stato quindi investito dall’autocisterna che sopraggiungeva nella corsia di marcia, senza possibilità di evitare l’impatto.
La consulenza tecnica evidenzia come l’incidente sia stato determinato da una serie di condotte autonome ma convergenti, nessuna delle quali in grado di interrompere la sequenza causale innescata dalle altre. Un intreccio di responsabilità che ora sarà al centro del dibattimento, chiamato a chiarire il ruolo e il peso delle singole azioni nella dinamica complessiva dei fatti.

