Si rafforza il coordinamento tra enti locali, azienda sanitaria e rappresentanze del settore agricolo per fronteggiare l’emergenza della tubercolosi bovina che sta colpendo il territorio salernitano. L’obiettivo è contenere la diffusione dei focolai e, al tempo stesso, sostenere economicamente gli allevatori duramente penalizzati come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Le procedure previste dai protocolli veterinari sono già in corso, con l’obiettivo di circoscrivere i focolai e impedire ulteriori contagi. Tuttavia, accanto all’emergenza sanitaria, emerge con forza anche la questione economica. Molti allevatori hanno subito perdite significative, in alcuni casi con l’abbattimento dell’intero patrimonio zootecnico. Per questo motivo è stata avviata un’interlocuzione con la Regione Campania per rivedere il sistema degli indennizzi, ritenuto non più adeguato rispetto all’entità dei danni. L’ipotesi sul tavolo è quella di un incremento dei rimborsi per ogni capo abbattuto, attualmente fissati intorno ai 1500 euro.
A rappresentare le istanze del territorio è il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, che ha evidenziato la necessità di interventi più incisivi e tempestivi a sostegno degli allevatori, sottolineando la gravità delle perdite subite.
Sul piano sanitario, il direttore dell’unità operativa di sanità animale dell’Asl Salerno, Gaetano Ferrari, ha spiegato che la gestione dei focolai richiederà tempi lunghi, stimati anche fino a un anno per la completa eradicazione. Durante questo periodo, altri allevamenti potrebbero essere sottoposti a sorveglianza a causa del rischio di contagio legato alla promiscuità dei pascoli.
Tra le misure allo studio figura una riorganizzazione delle aree di pascolo, con una suddivisione in settori per separare gli animali sani da quelli potenzialmente esposti, limitando così la diffusione della malattia. Una strategia che richiederà il coinvolgimento diretto dei sindaci del comprensorio dei Picentini.
A ribadire l’importanza del comparto zootecnico per l’equilibrio territoriale è stato anche Augusto Calbi, secondo cui la scomparsa degli allevamenti comporterebbe conseguenze rilevanti sul piano economico e ambientale, favorendo fenomeni di abbandono e degrado.
Il confronto resta aperto, con la necessità di coniugare rigore sanitario e sostegno economico, in una fase che viene considerata decisiva per la tenuta dell’intero sistema zootecnico provinciale.
Allarme tubercolosi bovina: allevamenti sotto pressione
Il punto della situazione è stato tracciato nel corso di un incontro operativo tenutosi a Giffoni Valle Piana, presso la sede del Gal Colline Salernitane, convocato alla luce dei casi registrati tra i Monti Picentini, il Cilento e il Vallo di Diano. I dati attuali delineano un quadro critico: sono circa trenta gli allevamenti coinvolti, con un totale di circa 700 capi sottoposti a controlli sanitari.Le procedure previste dai protocolli veterinari sono già in corso, con l’obiettivo di circoscrivere i focolai e impedire ulteriori contagi. Tuttavia, accanto all’emergenza sanitaria, emerge con forza anche la questione economica. Molti allevatori hanno subito perdite significative, in alcuni casi con l’abbattimento dell’intero patrimonio zootecnico. Per questo motivo è stata avviata un’interlocuzione con la Regione Campania per rivedere il sistema degli indennizzi, ritenuto non più adeguato rispetto all’entità dei danni. L’ipotesi sul tavolo è quella di un incremento dei rimborsi per ogni capo abbattuto, attualmente fissati intorno ai 1500 euro.
A rappresentare le istanze del territorio è il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, che ha evidenziato la necessità di interventi più incisivi e tempestivi a sostegno degli allevatori, sottolineando la gravità delle perdite subite.
Sul piano sanitario, il direttore dell’unità operativa di sanità animale dell’Asl Salerno, Gaetano Ferrari, ha spiegato che la gestione dei focolai richiederà tempi lunghi, stimati anche fino a un anno per la completa eradicazione. Durante questo periodo, altri allevamenti potrebbero essere sottoposti a sorveglianza a causa del rischio di contagio legato alla promiscuità dei pascoli.
Tra le misure allo studio figura una riorganizzazione delle aree di pascolo, con una suddivisione in settori per separare gli animali sani da quelli potenzialmente esposti, limitando così la diffusione della malattia. Una strategia che richiederà il coinvolgimento diretto dei sindaci del comprensorio dei Picentini.
A ribadire l’importanza del comparto zootecnico per l’equilibrio territoriale è stato anche Augusto Calbi, secondo cui la scomparsa degli allevamenti comporterebbe conseguenze rilevanti sul piano economico e ambientale, favorendo fenomeni di abbandono e degrado.
Il confronto resta aperto, con la necessità di coniugare rigore sanitario e sostegno economico, in una fase che viene considerata decisiva per la tenuta dell’intero sistema zootecnico provinciale.

