Una truffa milionaria legata ai Gratta e Vinci è al centro di un’inchiesta della Procura regionale della Corte dei conti del Lazio. Contestato un danno erariale superiore ai 25 milioni di euro nei confronti di cinque ex dipendenti di una società concessionaria dello Stato.
Gratta e Vinci, truffa da 25 milioni: dipendenti individuavano i biglietti vincenti in anticipo
Secondo quanto emerso dagli accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza di Roma, gli indagati – esperti informatici – avrebbero sfruttato le proprie credenziali di accesso per intervenire sui sistemi informatici della concessionaria.
Attraverso un software sviluppato ad hoc, sarebbero riusciti a individuare in anticipo i biglietti "Gratta e Vinci" vincenti distribuiti nelle ricevitorie. Una volta individuati i tagliandi vincenti, questi venivano acquistati da persone vicine agli indagati, tra cui parenti e amici, così da incassare i premi senza destare sospetti. In condizioni normali, i proventi derivanti dalla vendita dei 'Gratta e Vinci' confluiscono all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, costituendo una voce rilevante per le entrate dello Stato.
Nel caso specifico, la società concessionaria, ignara del meccanismo fraudolento, ha corrisposto premi milionari relativi a biglietti individuati illegalmente. Questo ha comportato una riduzione delle entrate per l’erario, dal momento che tali vincite – se non riscosse – sarebbero rimaste nelle casse pubbliche. Oltre al danno economico, è stato contestato anche un danno d’immagine per l’Amministrazione. Sulla base delle risultanze investigative, la Procura regionale della Corte dei conti ha notificato un invito a dedurre per un importo complessivo di 25.067.224 euro nei confronti dei soggetti coinvolti.

