Il sipario giudiziario si chiude con un nulla di fatto per l'ufficiale dell'Arma, sancito dalla decisione del gup Giovanni Rossi. Fabio Cagnazzo affida le sue prime riflessioni post-sentenza alle colonne de La Città, descrivendo il proprio stato d'animo come un misto di amarezza e sollievo. L'alto ufficiale ha tenuto a precisare come il suo operato sia stato costantemente guidato dalla correttezza professionale, respingendo le ombre che per anni hanno gravato sulla sua figura in merito al delitto del "sindaco pescatore" avvenuto nel 2010.
Pur evitando di entrare nel merito delle falle che hanno caratterizzato le prime fasi delle indagini sull'omicidio, l'ufficiale ha espresso un desiderio profondo: che la nebbia attorno alla morte di Vassallo si diradi definitivamente. L'auspicio è che il vero colpevole venga assicurato alla giustizia, restituendo verità a un caso che ha segnato profondamente il territorio cilentano e l'intera nazione.
Caso Vassallo: il colonnello Cagnazzo rompe il silenzio
Nel ricostruire il legame con Angelo Vassallo, il colonnello ha tratteggiato un rapporto di stima che rendeva ancora più gravose le accuse mosse nei suoi confronti. Definisce l'intera indagine che lo ha visto protagonista come una parentesi dolorosa, sottolineando come le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia siano cadute sotto il peso delle smentite dei fatti. Cagnazzo ha ribadito di non aver mai dubitato che la magistratura avrebbe fatto chiarezza sulla sua posizione, dichiarandosi finalmente sereno.Pur evitando di entrare nel merito delle falle che hanno caratterizzato le prime fasi delle indagini sull'omicidio, l'ufficiale ha espresso un desiderio profondo: che la nebbia attorno alla morte di Vassallo si diradi definitivamente. L'auspicio è che il vero colpevole venga assicurato alla giustizia, restituendo verità a un caso che ha segnato profondamente il territorio cilentano e l'intera nazione.

