Allo stabilimento ADI (ex Ilva) di Salerno adesione alta allo sciopero dopo l'esito negativo dell’incontro a Palazzo Chigi. Sindacati in allarme: “Solo cassa integrazione e nessuna prospettiva per migliaia di operai”.
Sciopero ADI ex Ilva a Salerno: lavoratori in Cig e senza certezze dopo il vertice a Roma
Lo scenario resta critico per gli addetti del gruppo ADI (ex Ilva). Dopo il mancato accordo nel vertice a Palazzo Chigi, concluso senza alcun passo avanti sul futuro degli stabilimenti, anche a Salerno i lavoratori hanno aderito allo sciopero, fermando le attività del sito di via Acquasanta. “Ci aspettavamo un impegno concreto sul piano di decarbonizzazione e sulla riattivazione degli altoforni, ma l’unica certezza continua a essere la cassa integrazione per 6mila persone”, ha denunciato Emilio Iannone, segretario generale della Fim Cisl Salerno. Nello stabilimento Tubiforma la situazione è particolarmente pesante: circa l’80% della forza lavoro è in Cig e molti dipendenti arrivano a lavorare appena quattro o cinque giorni al mese.
“La preoccupazione cresce di giorno in giorno”, ha spiegato Luigi Villani, rappresentante Rsu Fim Cisl. Sulla stessa linea Francesca D’Elia della Fiom Cgil, che ha sottolineato come “una vertenza nazionale di questa portata abbia ripercussioni dirette su un territorio già fortemente indebolito dal punto di vista industriale”. “Ci sentiamo abbandonati. Chiediamo alle istituzioni locali di scendere in campo, come avviene in altre realtà”, è l’appello di Luigi Cristino (Rsu Fiom Cgil Salerno).

