Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, Nino Savastano continua a mantenere un profilo riservato dopo l’assoluzione con formula piena nel processo legato all’inchiesta sulle cooperative e al presunto “Sistema Salerno”. Dall’inizio della vicenda giudiziaria l’ex assessore comunale e consigliere regionale ha scelto di non intervenire pubblicamente, affidando la propria difesa esclusivamente ai legali Agostino De Caro e Giovanni Annunziata, che lo hanno rappresentato in aula fino alla sentenza di primo grado.
Savastano dopo l’assoluzione: silenzio e riflessioni sul futuro
Una linea di discrezione che non è cambiata nemmeno dopo il verdetto. Chi gli è vicino riferisce di un ringraziamento rivolto a quanti gli hanno manifestato vicinanza in questi anni, ma nessuna dichiarazione ufficiale. La decisione dei giudici arriva al termine di un periodo segnato da conseguenze personali e istituzionali rilevanti. Savastano, al momento dell’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, era stato da poco eletto consigliere regionale, dopo una lunga esperienza amministrativa culminata nell’incarico di assessore alle Politiche sociali del Comune di Salerno.L’assoluzione, attesa anche negli ambienti politici che ne hanno accompagnato il percorso, apre ora scenari nuovi. Sul piano formale, il pronunciamento restituisce a Savastano la piena agibilità politica e rende possibile un suo eventuale ritorno sulla scena in vista delle prossime elezioni amministrative nel capoluogo. Al momento, tuttavia, non risultano decisioni assunte. Le indiscrezioni parlano di una fase di riflessione personale, maturata dopo anni complessi in cui l’impegno pubblico si è intrecciato con una lunga esposizione giudiziaria.
All’interno del Partito Democratico e nell’area che fa riferimento a Vincenzo De Luca, il nome di Savastano continua però a essere considerato una risorsa. L’ipotesi di una sua candidatura non è stata ufficialmente valutata, ma resta sullo sfondo la possibilità di un coinvolgimento politico, anche al di fuori della competizione elettorale, qualora si concretizzasse un nuovo assetto amministrativo cittadino. In questa fase prevale la prudenza: il verdetto è recente, le dinamiche istituzionali sono ancora in evoluzione e alcune decisioni chiave, a partire da quelle legate al governo della città, non sono state definitivamente assunte.
Sul fronte giudiziario, la posizione della difesa è stata ribadita con chiarezza dall’avvocato Agostino De Caro, che ha sottolineato il valore della sentenza non solo per il suo assistito ma anche sul piano dei principi generali. Il legale ha evidenziato come il tribunale abbia riconosciuto l’estraneità totale di Savastano rispetto ai fatti contestati, dopo una ricostruzione puntuale delle responsabilità e dei ruoli emersa nel corso del dibattimento.
Nel commentare l’esito del processo, De Caro ha richiamato anche il periodo trascorso agli arresti domiciliari, definendolo particolarmente gravoso per le conseguenze sulla libertà personale e sull’esercizio delle funzioni istituzionali allora ricoperte. Una fase che, secondo la difesa, trova ora una smentita sul piano giudiziario. Il pronunciamento viene indicato come conferma della centralità della presunzione di innocenza, del contraddittorio e del ruolo del giudice terzo nel garantire l’equilibrio del processo e la tutela dei diritti fondamentali.
In attesa delle prossime scadenze politiche, il quadro resta aperto. Il silenzio di Savastano accompagna una fase di transizione, in cui l’attenzione è concentrata sugli sviluppi istituzionali e sulle scelte che potrebbero ridisegnare gli equilibri nel centrosinistra salernitano nelle settimane a venire

