Il Codacons Cilento denuncia i ritardi sul Ponte Tanagro, chiuso dal 2021: famiglie e imprese allo stremo, chiesti interventi urgenti e chiarezza sulle responsabilità
Il Codacons Cilento denuncia i ritardi sul Ponte Tanagro, chiuso dal 2021: famiglie e imprese allo stremo, chiesti interventi urgenti e chiarezza sulle responsabilità.
Ponte Tanagro chiuso dal 2021: il Codacons Cilento chiede responsabilità e interventi immediati
Il Codacons Cilento torna a puntare il dito contro la gestione del ponte sul fiume Tanagro, lungo la Strada Provinciale SP51 Sassano–Padula, chiuso dal 29 ottobre 2021 e mai riaperto. A farsi portavoce della protesta è l’avvocato Bartolomeo Lanzara, che in un nuovo e durissimo intervento denuncia una situazione ormai insostenibile, segnata da ritardi continui, promesse disattese e silenzi istituzionali.
L’infrastruttura, lunga 46 metri, rappresenta un collegamento strategico per l’intero Vallo di Diano, mettendo in comunicazione due aree di grande valore storico e naturalistico: la Certosa di Padula e la Valle delle Orchidee di Sassano, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dopo anni di rinvii e annunci mai concretizzati, la vicenda viene definita dall’avvocato Lanzara una vera e propria “vergogna nazionale”.
Attraverso il Codacons Cilento, Lanzara chiede un intervento immediato e chiarificatore alle principali istituzioni competenti, sollecitando risposte puntuali su una vicenda che, secondo l’associazione, sta incidendo pesantemente sulla vita quotidiana di centinaia di famiglie. Le richieste riguardano la piena conoscenza dei ritardi accumulati, le iniziative urgenti da adottare sul piano operativo, la verifica della trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici e l’eventuale individuazione di responsabilità amministrative, tecniche o politiche da segnalare agli organi competenti. Viene inoltre chiesto di chiarire quali interventi di messa in sicurezza siano stati effettivamente realizzati e quali azioni la Provincia di Salerno intenda intraprendere per completare un’opera ritenuta essenziale per la mobilità del territorio.
Sulla vicenda interviene anche il giornalista Pietro Cusati, che parla di gravi inadempienze e danni erariali attribuibili a tecnici e amministratori, sottolineando come i disagi ricadano da anni sui cittadini del Vallo di Diano. Viene ricordato che già dal 2012 si attende la rimozione di una frana sulla statale a Padula e che la chiusura del ponte, avvenuta nel 2021, ha ulteriormente aggravato una situazione infrastrutturale già critica.
I ritardi accumulati, secondo il Codacons, hanno assunto dimensioni intollerabili. Nel luglio 2023 era stato annunciato che i lavori sarebbero stati conclusi in 175 giorni, ma a distanza di anni l’opera resta incompiuta. I flussi di traffico continuano a essere deviati per chilometri, con costi economici e sociali sempre più pesanti per famiglie, lavoratori e imprese.
Il Codacons Cilento denuncia una viabilità alternativa inadeguata e pericolosa, una gestione poco trasparente delle risorse pubbliche e una fiducia nelle istituzioni ormai ridotta ai minimi termini. L’appello finale è chiaro: fare luce sulle responsabilità, interrompere la catena di rinvii e restituire dignità, sicurezza e diritti a un territorio che da troppo tempo paga il prezzo di un’opera mai conclusa.

