La
Guardia di Finanza di Salerno ha
denunciato 55 persone di
Sarno che si sono spacciate per
falsi poveri: percepivano il
reddito di inclusione dichiarando il falso.
Denunciati 55 falsi poveri
Nei giorni scorsi, i
Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno concluso una serie di controlli nei confronti di soggetti che hanno beneficiato di contributi assistenziali e sussidi vari, erogati dal
Comune di Sarno e dall’INPS. In particolare, sono state esaminate le posizioni di coloro che, in base alle autocertificazioni
ISEE sottoscritte, hanno attestato di versare in situazioni di difficoltà economica o di indigenza.
Diverse sono state le tipologie di contributi esaminate dai militari della
Compagnia di Scafati, tutti elargiti – a domanda – a cittadini che hanno dichiarato di possedere redditi inferiori alle soglie previste dalla legge e dai regolamenti regionali o, comunque, di trovarsi in condizioni economiche disagiate; si tratta del reddito d’inclusione, del contributo per “ragazze-madri”, del canone di locazione agevolato, della riduzione o esonero dalla mensa scolastica, del tirocinio formativo.
Nello specifico, le
Fiamme Gialle hanno confrontato i dati delle singole dichiarazioni
ISEE con gli elementi reddituali e patrimoniali acquisiti dalle banche dati in uso al
Corpo della Guardia di Finanza, facendo cosi emergere una serie di discordanze. Gli accertamenti hanno permesso di rilevare, infatti, che in numerosi casi gli interessati avevano presentato dichiarazioni non veritiere, in ordine alle proprie
condizioni economiche, omettendo di indicare redditi o patrimoni di cui avevano la disponibilità, al solo scopo di poter accedere alle
agevolazioni previste.
I controlli hanno preso in esame i 5 anni dal 2014 al 2018 ed hanno complessivamente riguardato 1772 posizioni, delle quali
120 sono risultate irregolari. Al termine delle attività di riscontro, sono stati redatti 116 verbali di constatazione trasmessi all’Ente erogatore per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative. In 4 casi, è scattata anche la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, per il reato di malversazione ai danni dello Stato, perché i responsabili hanno indebitamente percepito contributi oltre la soglia di 3.999,96 euro fissata dal codice penale.
Tra le posizioni risultate irregolari, ben 55 hanno riguardato soggetti che hanno indebitamente percepito il c.d. “reddito di inclusione” per un ammontare complessivo di
100 mila euro. Attività di controllo come queste mirano, da un lato, a salvaguardare gli interessi finanziari degli Enti erogatori, dall’altro, a perseguire obiettivi di “equità sociale”, tutelando la corretta distribuzione delle risorse pubbliche a soggetti realmente bisognosi, intervenendo a reprimere gli abusi di coloro che, con mezzi fraudolenti, accedono indebitamente a sussidi e contributi pur non avendone l’effettiva necessità.