La macchina sanitaria della provincia di Salerno si prepara ad affrontare il secondo trimestre del 2026 con una manovra economica d'emergenza che mette a nudo la fragilità degli organici come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Non si tratta di investimenti in nuove tecnologie o infrastrutture, ma di una massiccia allocazione di risorse — circa 1,5 milioni di euro — destinata esclusivamente a remunerare il lavoro extra di infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari. Una cifra imponente che serve a finanziare oltre 84.500 ore di straordinario, l'unica diga rimasta a protezione dei servizi minimi nelle corsie.
Questa iniezione di capitali, pur necessaria a scongiurare la chiusura dei reparti, solleva durissime critiche da parte dei sindacati e degli osservatori del settore. La strategia dell'Asl di via Nizza sembra infatti orientata a "comprare" il tempo residuo degli operatori già in servizio piuttosto che accelerare le assunzioni definitive. Il rischio, denunciato a gran voce dalle sigle Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursind, è che questo fiume di denaro straordinario serva solo a tamponare una falla che continua ad allargarsi, portando il personale allo stremo fisico e prosciugando risorse che potrebbero essere investite in una riforma strutturale della medicina territoriale e ospedaliera.
Non si tratta di investimenti in nuove tecnologie o infrastrutture, ma di una massiccia allocazione di risorse — circa 1,5 milioni di euro — destinata esclusivamente a remunerare il lavoro extra di infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari. Una cifra imponente che serve a finanziare oltre 84.500 ore di straordinario, l'unica diga rimasta a protezione dei servizi minimi nelle corsie.
Sanità salernitana, iniezione da 1,5 milioni per evitare il blocco degli straordinari
Il piano di spesa delineato dall'Asl Salerno fotografa una gestione del personale che ha ormai rinunciato all'ordinarietà per rifugiarsi in una programmazione sistematica dell'eccedenza oraria. La fetta più consistente di questi fondi straordinari è stata dirottata verso i grandi Dea (Dipartimenti di Emergenza e Accettazione), dove il vuoto nelle piante organiche è più profondo. L'area di Nocera-Pagani-Scafati, da sola, assorbirà una quota record di finanziamenti per coprire 16.000 ore, seguita a ruota dai poli di Eboli-Battipaglia e Vallo della Lucania, dove il ricorso allo straordinario non è più un'eccezione ma la regola per garantire i turni notturni e festivi.Questa iniezione di capitali, pur necessaria a scongiurare la chiusura dei reparti, solleva durissime critiche da parte dei sindacati e degli osservatori del settore. La strategia dell'Asl di via Nizza sembra infatti orientata a "comprare" il tempo residuo degli operatori già in servizio piuttosto che accelerare le assunzioni definitive. Il rischio, denunciato a gran voce dalle sigle Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursind, è che questo fiume di denaro straordinario serva solo a tamponare una falla che continua ad allargarsi, portando il personale allo stremo fisico e prosciugando risorse che potrebbero essere investite in una riforma strutturale della medicina territoriale e ospedaliera.

