La Pasqua 2026 si preannuncia come una delle più onerose degli ultimi anni per le tasche dei salernitani. Il report dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori conferma quello che i cittadini stanno già sperimentando tra le corsie dei supermercati: un'impennata dei prezzi che oscilla tra il 5% e il 15% rispetto al 2025 come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Un salasso che colpisce i prodotti simbolo della tradizione, spingendo molte famiglie a rivedere i propri piani, limitando i regali di cioccolato ai più piccoli o rifugiandosi nel "fai da te" per casatielli e pizze rustiche.
Paradossalmente, l'aumento del costo delle materie prime sta favorendo il settore degli agriturismi. Dalla Piana del Sele al Cilento, molte strutture registrano già il tutto esaurito grazie a menu fissi "low budget" che variano dai 25 ai 50 euro, risultando spesso più convenienti rispetto a una spesa completa fatta in casa. Mentre gli agriturismi godono del successo della formula tutto compreso, i ristoranti classici segnano il passo: se la domenica di Pasqua tiene, le prenotazioni per il Lunedì in Albis risultano in calo, con molti salernitani che attendono l'ultimo momento per decidere in base alle incognite del meteo.
Un salasso che colpisce i prodotti simbolo della tradizione, spingendo molte famiglie a rivedere i propri piani, limitando i regali di cioccolato ai più piccoli o rifugiandosi nel "fai da te" per casatielli e pizze rustiche.
Pasqua 2026: il carrello delle feste scotta
L'aumento più significativo si registra al banco macelleria, dove la tradizione dell'agnello diventa un lusso: i prezzi sono schizzati a 26 euro al chilo (+10%), mentre l'abbacchio sfiora i 30 euro. Non va meglio per le uova di cioccolato, che segnano un +8%, con prodotti artigianali che superano agilmente i 50 euro, portando molti consumatori a rinunciare all'acquisto per gli adulti. Anche le verdure di stagione, come carciofi e asparagi, non sono immuni dalla spirale inflattiva, spingendo chi può a rivolgersi direttamente ai produttori locali nella speranza di coniugare freschezza e risparmio.Paradossalmente, l'aumento del costo delle materie prime sta favorendo il settore degli agriturismi. Dalla Piana del Sele al Cilento, molte strutture registrano già il tutto esaurito grazie a menu fissi "low budget" che variano dai 25 ai 50 euro, risultando spesso più convenienti rispetto a una spesa completa fatta in casa. Mentre gli agriturismi godono del successo della formula tutto compreso, i ristoranti classici segnano il passo: se la domenica di Pasqua tiene, le prenotazioni per il Lunedì in Albis risultano in calo, con molti salernitani che attendono l'ultimo momento per decidere in base alle incognite del meteo.

