La comunità salernitana si immerge nel cuore pulsante della Settimana Santa, trasformando le strade e le piazze in un grande teatro della fede e della memoria come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Dopo la suggestiva notte dei "sepolcri", che ha visto migliaia di fedeli in pellegrinaggio tra gli altari della reposizione, il Venerdì Santo si apre nel segno di una profonda riflessione sulla giustizia e sugli ultimi. L'arcivescovo Andrea Bellandi, rievocando l'eredità spirituale del suo predecessore Guerino Grimaldi, ha tracciato una linea netta per la missione del clero e dei credenti: stare dalla parte di Abele, ovvero dei più deboli e degli indifesi, rifiutando le lusinghe del potere per abbracciare il "Vangelo della croce".
Per monsignor Bellandi, invocare la pace in questo luogo simbolo del diritto significa ribadire che essa non può esistere senza il rispetto della dignità umana e senza percorsi reali di riconciliazione. La croce, dunque, non è solo un rito del passato, ma un monito attuale per trasformare la giustizia in uno strumento di bene comune.
Parallelamente ai riti ufficiali, la provincia salernitana si risveglia con i suoni ipnotici di tradizioni secolari che sfidano il tempo. In Costiera Amalfitana, il borgo di Minori è stato attraversato sin dalle prime luci dell'alba dal canto dei Battenti: melodie plurisecolari che si dividono tra il "ton 'e vascie" delle zone costiere e il "ton e ncoppe" delle frazioni collinari, in un dialogo sonoro che culminerà stasera nella processione del Cristo Morto tra migliaia di lumini. Anche ad Amalfi e Maiori l'atmosfera si farà carica di misticismo con i cortei penitenziali che percorreranno i centri storici sotto la guida dell'arcivescovo Orazio Soricelli.
Spostandosi verso l'agro sarnese e il Cilento, la geografia della passione si arricchisce di figure quasi spettrali come i Paputi di Sarno, incappucciati e vestiti di bianco, che hanno iniziato il loro pianto rituale già alle 5:30 del mattino visitando ogni chiesa del paese. Nel Cilento, le storiche "congree" rinnovano una consuetudine che risale al XVI secolo, spostandosi tra i comuni vicini per onorare i sepolcri.
La serata sarà poi punteggiata dalle sacre rappresentazioni viventi, come quella storica di Monticelli di Olevano sul Tusciano, che giunge alla sua cinquantesima edizione, o la Via Crucis di Saragnano a Baronissi, dove centinaia di figuranti in costume d'epoca restituiranno plasticamente il dramma del Golgota, unendo l'intera provincia in un unico, grande abbraccio di fede e identità.
Dopo la suggestiva notte dei "sepolcri", che ha visto migliaia di fedeli in pellegrinaggio tra gli altari della reposizione, il Venerdì Santo si apre nel segno di una profonda riflessione sulla giustizia e sugli ultimi. L'arcivescovo Andrea Bellandi, rievocando l'eredità spirituale del suo predecessore Guerino Grimaldi, ha tracciato una linea netta per la missione del clero e dei credenti: stare dalla parte di Abele, ovvero dei più deboli e degli indifesi, rifiutando le lusinghe del potere per abbracciare il "Vangelo della croce".
Il programma del Venerdì Santo di Salerno
Questo richiamo alla fragilità umana troverà la sua massima espressione visiva e spirituale stasera, a partire dalle 20:30, nella Via Crucis organizzata davanti alla Cittadella Giudiziaria in piazza Dalmazia. Sarà un momento di preghiera corale che vedrà sfilare insieme magistrati, avvocati, detenuti e volontari della pastorale carceraria.Per monsignor Bellandi, invocare la pace in questo luogo simbolo del diritto significa ribadire che essa non può esistere senza il rispetto della dignità umana e senza percorsi reali di riconciliazione. La croce, dunque, non è solo un rito del passato, ma un monito attuale per trasformare la giustizia in uno strumento di bene comune.
Parallelamente ai riti ufficiali, la provincia salernitana si risveglia con i suoni ipnotici di tradizioni secolari che sfidano il tempo. In Costiera Amalfitana, il borgo di Minori è stato attraversato sin dalle prime luci dell'alba dal canto dei Battenti: melodie plurisecolari che si dividono tra il "ton 'e vascie" delle zone costiere e il "ton e ncoppe" delle frazioni collinari, in un dialogo sonoro che culminerà stasera nella processione del Cristo Morto tra migliaia di lumini. Anche ad Amalfi e Maiori l'atmosfera si farà carica di misticismo con i cortei penitenziali che percorreranno i centri storici sotto la guida dell'arcivescovo Orazio Soricelli.
Spostandosi verso l'agro sarnese e il Cilento, la geografia della passione si arricchisce di figure quasi spettrali come i Paputi di Sarno, incappucciati e vestiti di bianco, che hanno iniziato il loro pianto rituale già alle 5:30 del mattino visitando ogni chiesa del paese. Nel Cilento, le storiche "congree" rinnovano una consuetudine che risale al XVI secolo, spostandosi tra i comuni vicini per onorare i sepolcri.
La serata sarà poi punteggiata dalle sacre rappresentazioni viventi, come quella storica di Monticelli di Olevano sul Tusciano, che giunge alla sua cinquantesima edizione, o la Via Crucis di Saragnano a Baronissi, dove centinaia di figuranti in costume d'epoca restituiranno plasticamente il dramma del Golgota, unendo l'intera provincia in un unico, grande abbraccio di fede e identità.

