La Procura della Repubblica di Salerno chiude l'inchiesta sull'appalto del sottopasso ferroviario di Capaccio Paestum: notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a sette persone. Lo riporta Stiletv.
Sotto l'occhio della Guardia di Finanza, le accuse mosse dal pm Alessandro Di Vico riguardano il reato di turbativa d'asta aggravata in concorso. Tra i nomi figurano Franco Alfieri, Andrea Campanile, Federica Turi (rup del progetto, poi dimessasi), il direttore dei lavori Gianvito Bello, due membri della commissione di gara, Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo, e Nicola Aulisio, titolare dell’impresa aggiudicataria.
Gli indagati, assistiti dai propri legali, avranno venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere un interrogatorio prima che il pubblico ministero decida se richiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione nei confronti di ciascun soggetto. Rimane comunque valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva e irrevocabile.
Questo procedimento si collega a un fascicolo precedente, noto come "Alfieri bis", che includeva indagini su presunte irregolarità negli appalti pubblici nella Provincia di Salerno, come il completamento della Fondovalle Calore e l’Aversana. Quella specifica inchiesta, durata 13 mesi, era stata archiviata nel gennaio 2026 su richiesta dello stesso pm Di Vico. Tra gli imputati iniziali erano stati prosciolti, oltre agli attuali indagati principali, anche il consigliere regionale Luca Cascone e l’ex rup Michele Angelo Lizio.
Nonostante la precedente archiviazione, la Procura aveva lasciato aperta la possibilità di proseguire con nuove indagini qualora emergessero ulteriori elementi probatori. Ed è proprio da questa prosecuzione investigativa che è scaturito il nuovo procedimento legato al sottopasso ferroviario di Paestum, rimettendo al centro dell’attenzione le modalità con cui è stato condotto l’appalto.
Capaccio Paestum, inchiesta sull'appalto del sottopasso ferroviario: la Procura chiude le indagini, 7 indagati
Il 22 aprile 2024, con una cerimonia pubblica, l'amministrazione guidata dall'allora sindaco Franco Alfieri inaugurava i lavori per la 'Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum', un progetto finanziato dalla Regione Campania attraverso fondi di Sviluppo e Coesione per un totale di 7 milioni di euro, di cui 5 come base d’asta. Oggi, la Procura della Repubblica di Salerno ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a sette persone coinvolte nell'appalto.Sotto l'occhio della Guardia di Finanza, le accuse mosse dal pm Alessandro Di Vico riguardano il reato di turbativa d'asta aggravata in concorso. Tra i nomi figurano Franco Alfieri, Andrea Campanile, Federica Turi (rup del progetto, poi dimessasi), il direttore dei lavori Gianvito Bello, due membri della commissione di gara, Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo, e Nicola Aulisio, titolare dell’impresa aggiudicataria.
Gli indagati, assistiti dai propri legali, avranno venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere un interrogatorio prima che il pubblico ministero decida se richiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione nei confronti di ciascun soggetto. Rimane comunque valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva e irrevocabile.
Questo procedimento si collega a un fascicolo precedente, noto come "Alfieri bis", che includeva indagini su presunte irregolarità negli appalti pubblici nella Provincia di Salerno, come il completamento della Fondovalle Calore e l’Aversana. Quella specifica inchiesta, durata 13 mesi, era stata archiviata nel gennaio 2026 su richiesta dello stesso pm Di Vico. Tra gli imputati iniziali erano stati prosciolti, oltre agli attuali indagati principali, anche il consigliere regionale Luca Cascone e l’ex rup Michele Angelo Lizio.
Nonostante la precedente archiviazione, la Procura aveva lasciato aperta la possibilità di proseguire con nuove indagini qualora emergessero ulteriori elementi probatori. Ed è proprio da questa prosecuzione investigativa che è scaturito il nuovo procedimento legato al sottopasso ferroviario di Paestum, rimettendo al centro dell’attenzione le modalità con cui è stato condotto l’appalto.

