La reazione al grave raid sacrilego avvenuto nel comune di Calvanico si è trasformata in una vera e propria catena di solidarietà che sta unendo l'intera Valle dell'Irno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il parroco don Salvatore Di Mauro, supportato in prima linea dal sindaco Antonio Conforti e dal vicesindaco Franco Gismondi, ha lanciato una raccolta fondi istituzionale per sanare le ferite inferte al secolare eremo montano, preso di mira dai ladri alla fine dello scorso maggio quando fu depredata la statua di San Michele.
L'episodio, che ha sollevato profonda indignazione, ha superato i confini regionali guadagnando l'attenzione dei network televisivi nazionali. Sul fronte delle indagini, i carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, guidati dal tenente colonnello Santarpia, lavorano in stretta sinergia con il nucleo specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma per individuare i responsabili e tentare il recupero della refurtiva.
Il parroco don Salvatore Di Mauro, supportato in prima linea dal sindaco Antonio Conforti e dal vicesindaco Franco Gismondi, ha lanciato una raccolta fondi istituzionale per sanare le ferite inferte al secolare eremo montano, preso di mira dai ladri alla fine dello scorso maggio quando fu depredata la statua di San Michele.
Calvanico si mobilita dopo il sacrilegio al santuario
La finalità della sottoscrizione è duplice: finanziare la ricostruzione del portale d'ingresso in legno, pesantemente danneggiato dalle fiamme appiccate dai malviventi per entrare, e acquistare una nuova corona d'argento e una nuova spada di ferro per rivestire la preziosa effigie marmorea risalente al Seicento, depredata dei suoi ornamenti storici insieme a una tastiera musicale. I promotori dell'iniziativa hanno diffuso i riferimenti bancari legati alla parrocchia del Santissimo Salvatore presso la Banca Monte Pruno per permettere ai fedeli di inviare i propri contributi.L'episodio, che ha sollevato profonda indignazione, ha superato i confini regionali guadagnando l'attenzione dei network televisivi nazionali. Sul fronte delle indagini, i carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, guidati dal tenente colonnello Santarpia, lavorano in stretta sinergia con il nucleo specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma per individuare i responsabili e tentare il recupero della refurtiva.

