Un drammatico episodio di cronaca riaccende la protesta sul depotenziamento dell'ospedale Santa Maria dell'Olmo. Un padre ha deciso di rompere il silenzio raccontando l'incubo vissuto dalla figlia quindicenne circa un mese fa: colpita da dolori lancinanti al basso ventre, la giovane è rimasta intrappolata per quasi otto ore nelle maglie della burocrazia sanitaria locale a causa della totale assenza di un ambulatorio ginecologico di primo soccorso nel presidio metelliano come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
«Provo rabbia e indignazione: un territorio vasto come Cava e la Costiera non può essere privo di un servizio essenziale per le donne», è lo sfogo del padre, che ha annunciato il suo pieno sostegno alla raccolta firme promossa dai comitati locali. La denuncia non è rimasta isolata, ma è diventata il motore di una nuova mobilitazione dei Comitati Uniti a difesa dell'ospedale, che puntano ora a ottenere risposte politiche concrete dai vertici della sanità campana e salernitana.
Il prossimo 8 maggio, alle ore 10:30, è stato indetto un confronto pubblico nell'aula consiliare del Comune di Cava de' Tirreni. All'incontro sono stati invitati il direttore facente funzioni Sergio Russo, i sindaci della Costa d'Amalfi, i primari e i sindacati, oltre al Governatore della Campania Roberto Fico. L'obiettivo è squarciare il velo di incertezza sul futuro del Santa Maria dell'Olmo e pretendere l'istituzione immediata di un presidio ginecologico che eviti a migliaia di cittadine trasferimenti d'urgenza spesso rischiosi e degradanti.
Cava de' Tirreni, l'odissea di una quindicenne riapre il caso Sanità
L'odissea è iniziata alle 12:30 con un primo triage in codice verde, poi trasformato in arancione dopo le insistenti proteste del genitore di fronte all'aggravarsi delle condizioni della ragazza. Quando il sospetto clinico si è orientato verso un corpo luteo emorragico — una condizione che comporta il rischio di versamenti addominali — è emerso il paradosso: l'impossibilità di effettuare una consulenza specialistica in loco. La quindicenne ha dovuto attendere ore per un'ambulanza, già impegnata in altri trasferimenti, prima di essere trasportata al San Leonardo di Salerno e rientrare a Cava solo intorno alle 21:00 con una diagnosi definitiva.«Provo rabbia e indignazione: un territorio vasto come Cava e la Costiera non può essere privo di un servizio essenziale per le donne», è lo sfogo del padre, che ha annunciato il suo pieno sostegno alla raccolta firme promossa dai comitati locali. La denuncia non è rimasta isolata, ma è diventata il motore di una nuova mobilitazione dei Comitati Uniti a difesa dell'ospedale, che puntano ora a ottenere risposte politiche concrete dai vertici della sanità campana e salernitana.
Il prossimo 8 maggio, alle ore 10:30, è stato indetto un confronto pubblico nell'aula consiliare del Comune di Cava de' Tirreni. All'incontro sono stati invitati il direttore facente funzioni Sergio Russo, i sindaci della Costa d'Amalfi, i primari e i sindacati, oltre al Governatore della Campania Roberto Fico. L'obiettivo è squarciare il velo di incertezza sul futuro del Santa Maria dell'Olmo e pretendere l'istituzione immediata di un presidio ginecologico che eviti a migliaia di cittadine trasferimenti d'urgenza spesso rischiosi e degradanti.

