Riconoscimento di rilievo in ambito sanitario per Donato Di Nuto, infermiere originario di Polla, che entra ufficialmente nella rete dirigente dell’IVAS – Italian Vascular Access Society. Con una comunicazione formale del Consiglio Direttivo nazionale, Di Nuto è stato nominato referente regionale per la Campania, assumendo un ruolo strategico all’interno della società scientifica italiana specializzata nello studio e nella gestione dell’accesso vascolare. L’incarico ha decorrenza immediata e resterà in vigore fino al rinnovo degli organi direttivi, previsto nel 2027.
Donato Di Nuto nominato referente IVAS per la Campania
La designazione rappresenta un passaggio significativo nel percorso professionale di Di Nuto ed è motivata dalle competenze maturate nel settore dell’accesso vascolare, nonché dall’impegno dimostrato negli anni nella diffusione delle buone pratiche cliniche e nell’aggiornamento professionale. La scelta del Consiglio Direttivo IVAS si inserisce in una strategia di rafforzamento della presenza territoriale della società, puntando su figure con esperienza consolidata e capacità di coordinamento a livello regionale.In qualità di referente per la Campania, Di Nuto avrà il compito di fungere da punto di riferimento per i professionisti sanitari che operano nel campo dell’accesso vascolare. Tra le principali responsabilità rientrano l’organizzazione di iniziative formative e di aggiornamento sul territorio regionale, il coordinamento delle attività con i soci IVAS, la diffusione delle linee guida scientifiche e la promozione di standard clinici condivisi. Un ulteriore ambito di intervento sarà rappresentato dal coinvolgimento e dal reclutamento di nuovi professionisti, con l’obiettivo di ampliare la rete associativa e favorire la crescita della cultura dell’accesso vascolare sicuro ed efficace.
L’IVAS è riconosciuta come una delle principali società scientifiche nazionali nel settore dell’accesso vascolare, ambito centrale nella pratica clinica quotidiana. L’accesso vascolare consiste nella creazione o nel posizionamento di un dispositivo che consente un collegamento stabile e sicuro con il sistema circolatorio, generalmente attraverso una vena, al fine di garantire la somministrazione continuativa di terapie, trasfusioni, nutrizione parenterale o l’esecuzione di prelievi frequenti.
Si tratta di una procedura indispensabile per numerose categorie di pazienti, in particolare per coloro che necessitano di trattamenti prolungati nel tempo, come le terapie oncologiche, i cicli antibiotici di lunga durata o le cure intensive. L’accesso vascolare riveste un ruolo fondamentale anche nei casi di difficile reperimento venoso periferico, contribuendo a ridurre complicanze, dolore e rischi infettivi.
Tra le principali tipologie di accesso vascolare rientrano i cateteri venosi centrali, i PICC (Peripherally Inserted Central Catheter), i dispositivi totalmente impiantabili come il Port-a-cath e, per i pazienti sottoposti a dialisi, le fistole artero-venose e le protesi vascolari. La corretta gestione di questi dispositivi richiede competenze specifiche, formazione continua e un approccio multidisciplinare, elementi che costituiscono il fulcro dell’attività scientifica e formativa dell’IVAS.

