A Salerno e in provincia, sottoporsi a una visita oculistica nel 2026 si preannuncia praticamente impossibile. Il Centro unico per le prenotazioni (Cup) dell’Asl Salerno ha comunicato a diversi pazienti l’assenza di disponibilità presso le strutture sanitarie locali per tutto l’anno, con l’unica eccezione di una data all’inizio di dicembre in una struttura del Cilento, sotto la gestione del manager Gennaro Sosto come riportato dal quotidiano La Città.
Il problema non riguarda solo l’oculistica: anche le prenotazioni per geriatri e ortopedici registrano lunghe attese, costringendo talvolta gli utenti a rivolgersi al Pronto soccorso per ricevere una prima valutazione.
L’allarme evidenzia come l’Asl Salerno, nonostante sia una delle più grandi d’Italia, fatichi a garantire l’accesso tempestivo alle prestazioni specialistiche di base, con conseguenze significative per pazienti anziani e persone con patologie croniche che necessitano di monitoraggi regolari.
Le associazioni di tutela dei pazienti segnalano l’urgenza di interventi mirati, tra cui un potenziamento delle sedute ambulatoriali, l’assunzione di specialisti e una riorganizzazione delle agende del Cup, per evitare che i cittadini debbano affrontare attese superiori ai dodici mesi per prestazioni fondamentali.
Salerno, visite oculistiche esaurite per tutto il 2026
La situazione costringe molti cittadini a rivolgersi a strutture private per accelerare i tempi o a prenotazioni fuori dal territorio provinciale, con notevoli disagi logistici e costi aggiuntivi.Il problema non riguarda solo l’oculistica: anche le prenotazioni per geriatri e ortopedici registrano lunghe attese, costringendo talvolta gli utenti a rivolgersi al Pronto soccorso per ricevere una prima valutazione.
L’allarme evidenzia come l’Asl Salerno, nonostante sia una delle più grandi d’Italia, fatichi a garantire l’accesso tempestivo alle prestazioni specialistiche di base, con conseguenze significative per pazienti anziani e persone con patologie croniche che necessitano di monitoraggi regolari.
Le associazioni di tutela dei pazienti segnalano l’urgenza di interventi mirati, tra cui un potenziamento delle sedute ambulatoriali, l’assunzione di specialisti e una riorganizzazione delle agende del Cup, per evitare che i cittadini debbano affrontare attese superiori ai dodici mesi per prestazioni fondamentali.

