Il tempo non ha scalfito il legame viscerale tra Salerno e il suo condottiero più amato.
Oggi, 12 aprile 2026, la città si ferma per commemorare il sedicesimo anniversario della scomparsa di Carmine Rinaldi, conosciuto da tutti come "Il Siberiano". Lo storico capo ultras della Curva Sud, simbolo di una passione senza confini per la maglia granata, fu strappato alla vita da un malore improvviso nel 2010, lasciando un vuoto che ancora oggi appare incolmabile per l'intero popolo salernitano.
Le parole dei suoi compagni di curva dipingono il Siberiano come un uomo fatto di cicatrici e battaglie silenziose, la cui forza risiedeva nella capacità di restare fedele alle proprie radici anche quando tutto intorno sembrava crollare. Per i tifosi, Rinaldi non è mai andato via davvero: la sua figura si è trasformata in un "orizzonte" ideale che abbraccia Salerno a ogni tramonto, legando indissolubilmente il suo nome al colore granata.
A distanza di sedici anni, il coro "Eternamente Siberiano" continua a risuonare tra i gradoni dello stadio Arechi, a testimonianza di un'eredità che trascende il calcio. Carmine Rinaldi resta il punto di riferimento morale di una tifoseria che, nel suo nome, ritrova l'orgoglio e la dignità di un'intera comunità. La firma "12/04/2010 – 12/04/2026" in calce al messaggio della GSF suggella un patto di fedeltà che il tempo, anziché sbiadire, sembra rafforzare ogni anno di più.
Oggi, 12 aprile 2026, la città si ferma per commemorare il sedicesimo anniversario della scomparsa di Carmine Rinaldi, conosciuto da tutti come "Il Siberiano". Lo storico capo ultras della Curva Sud, simbolo di una passione senza confini per la maglia granata, fu strappato alla vita da un malore improvviso nel 2010, lasciando un vuoto che ancora oggi appare incolmabile per l'intero popolo salernitano.
Salerno ricorda il Siberiano
In occasione di questa ricorrenza, il gruppo storico Granata South Force ha affidato ai social un tributo profondo e malinconico, che celebra non solo il capo tifoso, ma l'uomo che ha saputo incarnare i valori di resilienza e appartenenza. Nel post, Carmine viene descritto come un "fuoco che non si spegne mai", una guida capace di tenere in piedi i sogni della piazza anche nei momenti di maggiore sconforto societario e sportivo.Le parole dei suoi compagni di curva dipingono il Siberiano come un uomo fatto di cicatrici e battaglie silenziose, la cui forza risiedeva nella capacità di restare fedele alle proprie radici anche quando tutto intorno sembrava crollare. Per i tifosi, Rinaldi non è mai andato via davvero: la sua figura si è trasformata in un "orizzonte" ideale che abbraccia Salerno a ogni tramonto, legando indissolubilmente il suo nome al colore granata.
A distanza di sedici anni, il coro "Eternamente Siberiano" continua a risuonare tra i gradoni dello stadio Arechi, a testimonianza di un'eredità che trascende il calcio. Carmine Rinaldi resta il punto di riferimento morale di una tifoseria che, nel suo nome, ritrova l'orgoglio e la dignità di un'intera comunità. La firma "12/04/2010 – 12/04/2026" in calce al messaggio della GSF suggella un patto di fedeltà che il tempo, anziché sbiadire, sembra rafforzare ogni anno di più.

