Salerno, arriva la reliquia del Beato Rosario Livatino: due giornate dedicate a fede, giustizia e legalità

Salerno, arriva la reliquia del Beato Rosario Livatino: due giornate dedicate a fede, giustizia e legalità
Il ricordo del “giudice ragazzino” torna a essere una presenza concreta e significativa per la comunità salernitana. Il 7 e l’8 ottobre 2026 Salerno accoglierà la solenne “Peregrinatio Beati Rosarii Livatino - Fidei et Justitiae Martyris”, iniziativa dal forte significato religioso e civile dedicata al magistrato siciliano, assassinato dalla mafia nel 1990 e proclamato beato nel 2021.La manifestazione, curata dalla Parrocchia di San Demetrio, offrirà un’importante occasione di riflessione sulla figura di un uomo capace di mantenere unite la propria fede e la professione di magistrato, facendo della legge e del Vangelo i riferimenti fondamentali della propria vita e del servizio svolto a favore dello Stato.
Elemento centrale delle due giornate sarà la possibilità di vedere la reliquia del Beato, custodita all’interno di una teca d’argento contenente la camicia macchiata dal sangue che Rosario Livatino portava il 21 settembre 1990, giorno in cui venne raggiunto e ucciso dai sicari della Stidda agrigentina lungo la strada che percorreva quotidianamente per recarsi al lavoro, alla guida della propria automobile e senza protezione. Una testimonianza materiale di grande forza, capace di richiamare il significato del suo impegno e di rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni.
La Peregrinatio prenderà il via mercoledì 7 ottobre alle ore 10 presso la Torre Giacumbi della Cittadella Giudiziaria di via Dalmazia. A ricevere la reliquia sarà l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Sua Eccellenza Monsignor Andrea Bellandi, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, alla cittadinanza e a numerosi studenti.
Ad accompagnare il momento dell’accoglienza saranno le esecuzioni dell’orchestra del Liceo Statale “Alfano I”, guidata dal Maestro Francesco Di Costanzo, in un momento volto a evidenziare il rapporto tra scuola, formazione e cultura della legalità.
Terminata la cerimonia inaugurale, il reliquiario sarà condotto presso la Chiesa di San Demetrio, dove inizierà la permanenza destinata alla visita dei cittadini. La prima giornata si concluderà alle ore 19 con la celebrazione eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Pasquale Cascio, Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Campana e Delegato regionale per la Pastorale Penitenziaria.
Il programma riprenderà giovedì 8 ottobre alle ore 10, quando la Chiesa di San Demetrio tornerà ad accogliere fedeli e studenti delle scuole, interessati a raccogliersi in preghiera e a conoscere più da vicino la testimonianza del magistrato attraverso la reliquia.
Alle ore 19, nel pomeriggio, la chiesa ospiterà un incontro di approfondimento sulla vita e sull’opera di Livatino. Interverranno Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e Vicepresidente del Centro Studi Rosario Livatino; Filomena Zamboli, Dirigente dell’Ambito Territoriale di Salerno dell’Ufficio Scolastico Regionale; e don Andrea Zappulla, autore insieme ad altri del volume biografico “Decidere è scegliere. R. Livatino, Credere, sperare, amare”.
Il confronto sarà introdotto dai saluti della Presidente dell’ANM Salerno Katia Cardillo, del Consigliere Segretario dell’Ordine degli Avvocati Giovanni Allegro e del Coordinatore del Forum dei Giovani provinciale Karol Potolicchio. A guidare il dibattito sarà don Rosario Petrone.
A distanza di trentasei anni dall’assassinio avvenuto nell’Agrigentino, il messaggio civile lasciato da Livatino continua a mantenere la propria attualità, soprattutto nel richiamo al principio secondo cui l’autonomia del magistrato non dipende esclusivamente dalla propria coscienza, ma anche dalla correttezza e dalla limpidezza del comportamento tenuto nella sfera professionale e personale. Integrità e imparzialità rappresentano, in questa prospettiva, elementi indispensabili per conquistare la fiducia e la credibilità agli occhi della collettività.
A riassumere il significato dell’intera iniziativa è don Rosario Petrone, parroco di San Demetrio e cappellano della Casa Circondariale di Salerno: “Portare la reliquia del Beato Rosario Livatino nella nostra comunità, soprattutto nei luoghi simbolo della giustizia e dell’istruzione, vuol dire proporre a Salerno una testimonianza concreta di santità vissuta nel quotidiano. Livatino ci mostra che adempiere al proprio dovere non rappresenta un peso, ma può diventare lo spazio nel quale la fede si traduce in azione attraverso l’impegno per la giustizia e la ricerca della verità. È nel sostegno alle persone più vulnerabili e nella coerenza verso le istituzioni che possiamo riconoscere Cristo. Mi auguro che la camicia segnata dal suo sangue possa interrogarci profondamente e, soprattutto, aiutare i giovani a comprendere che la legalità non consiste in un principio teorico, ma in una scelta quotidiana di libertà e di amore”.

