Cronaca

Scontro politico a Salerno per i fondi agli stadi: duello a distanza tra Piero De Luca e Antonio Iannone

Occhio di SalernoPubblicato il
Scontro politico a Salerno per i fondi agli stadi: duello a distanza tra Piero De Luca e Antonio Iannone
Velenose polemiche politiche attorno al corposo pacchetto di finanziamenti da 289 milioni di euro destinati agli interventi di riqualificazione degli stadi Diego Armando Maradona di Napoli, Arechi e del campo Volpe di Salerno.

Al centro del contendere ci sono i manifesti affissi nei capoluoghi da Fratelli d’Italia per rivendicare l'operazione, finiti nel mirino del Partito Democratico.

Scontro politico a Salerno per i fondi agli stadi

A scatenare la polemica è stato il segretario regionale dem Piero De Luca, che ha bollato come «ridicola» e «grottesca» la propaganda del partito della premier Giorgia Meloni. Secondo il primogenito del governatore, le risorse proverrebbero interamente dal Fondo di rotazione, fondi che erano «da anni nella disponibilità della Regione Campania» nell'ambito della programmazione della coesione, la cui destinazione sarebbe frutto di una precisa volontà della Regione e dei Comuni interessati ratificata dal Cipess. Da qui l'affondo sul governo centrale, accusato di scrivereci sopra la realtà e invitato ad abolire l'autonomia differenziata per il Sud.

Di tutt'altro avviso la replica di Antonio Iannone, senatore di Fratelli d’Italia e sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha rispedito le accuse al mittente parlando di totale mancanza di onestà intellettuale.

Il parlamentare di FdI ha ricordato che le risorse del Fondo di rotazione provengono dallo Stato centrale — ironizzando sul fatto che enti locali e Regione non dispongano di una propria zecca — e ha sottolineato come il tentativo iniziale della Regione di utilizzare i fondi Fesr fosse stato bocciato dall'Europa per violazione delle regole sugli aiuti di Stato.

Iannone ha infine incalzato l'avversario politico domandando come mai i lavori siano partiti solo dopo il via libera del Cipess e perché il sindaco di Napoli, esponente dello stesso partito di De Luca, abbia pubblicamente ringraziato il Governo per l'operazione.
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