Si è consumato lo storico e discusso addio alla centrale operativa del 118 di Vallo della Lucania, le cui funzioni sono state ufficialmente centralizzate a Salerno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Alle ore 12 di ieri, la sede vallese ha sbarrato definitivamente le porte dopo ventisei anni di attività al servizio dell'emergenza sanitaria nei territori del Cilento, del Vallo di Diano, degli Alburni e del Golfo di Policastro. Nei medesimi locali subentrerà ora la centrale del numero unico 116117, una struttura sperimentale a livello regionale riservata esclusivamente all'assistenza territoriale e alle chiamate non urgenti.
A lanciare l'allarme più pesante sono i vertici della Cisl Funzione Pubblica, che hanno contestato l'impatto del trasferimento sul personale salernitano. I numeri parlano chiaro: la centrale di Salerno deve già farsi carico di 132mila chiamate d'emergenza all'anno, a cui si sommeranno ora i 24mila interventi finora gestiti da Vallo della Lucania, provocando una fiammata del carico di lavoro del 20% nei mesi ordinari e del 30% in estate. Il sindacato ha chiesto un monitoraggio immediato della pianta organica per evitare il collasso dei turni di servizio.
Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Bruno, capogruppo di maggioranza nel consiglio comunale di Vallo della Lucania, nel tentativo di disinnescare le polemiche politiche. L'esponente della maggioranza ha precisato che il nucleo originario del 118 vallese era già stato soppresso formalmente nel 2017 e che quella odierna è solo la chiusura di un'appendice funzionale, rivendicando per la cittadinanza il ruolo strategico di sede unica della nuova linea di assistenza 116117.
Alle ore 12 di ieri, la sede vallese ha sbarrato definitivamente le porte dopo ventisei anni di attività al servizio dell'emergenza sanitaria nei territori del Cilento, del Vallo di Diano, degli Alburni e del Golfo di Policastro. Nei medesimi locali subentrerà ora la centrale del numero unico 116117, una struttura sperimentale a livello regionale riservata esclusivamente all'assistenza territoriale e alle chiamate non urgenti.
Salerno fagocita il 118 del Cilento: addio alla centrale operativa di Vallo della Lucania
L'Asl di Salerno ha difeso l'operazione parlando di una semplice rimodulazione logistica e non di uno scippo ai danni della comunità. Una rassicurazione istituzionale che non basta però a spegnere i timori dei sindacati e dei residenti, spaventati dalla perdita di una sala operativa che faceva della conoscenza capillare di novantaquattro comuni montani e costieri il suo vero punto di forza, proprio a ridosso del boom turistico estivo.A lanciare l'allarme più pesante sono i vertici della Cisl Funzione Pubblica, che hanno contestato l'impatto del trasferimento sul personale salernitano. I numeri parlano chiaro: la centrale di Salerno deve già farsi carico di 132mila chiamate d'emergenza all'anno, a cui si sommeranno ora i 24mila interventi finora gestiti da Vallo della Lucania, provocando una fiammata del carico di lavoro del 20% nei mesi ordinari e del 30% in estate. Il sindacato ha chiesto un monitoraggio immediato della pianta organica per evitare il collasso dei turni di servizio.
Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Bruno, capogruppo di maggioranza nel consiglio comunale di Vallo della Lucania, nel tentativo di disinnescare le polemiche politiche. L'esponente della maggioranza ha precisato che il nucleo originario del 118 vallese era già stato soppresso formalmente nel 2017 e che quella odierna è solo la chiusura di un'appendice funzionale, rivendicando per la cittadinanza il ruolo strategico di sede unica della nuova linea di assistenza 116117.

