A distanza di anni dal tragico evento, arriva la parola fine sul fronte giudiziario di primo grado per la morte di Lucia Ferrara, la diciassettenne di Cava de' Tirreni deceduta nel settembre del 2019 all'ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona” di Salerno dopo un delicato intervento di sostituzione della valvola mitralica.
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Salerno hanno assolto il professor Enrico Coscioni — noto cardiochirurgo, docente universitario e già vicepresidente della commissione sanità della Regione Campania — con la formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Nel corso del dibattimento, la strategia difensiva portata avanti dall'avvocato e professore Andrea R. Castaldo (legale di Coscioni) e dall'avvocato e professore Agostino De Caro (per conto dell'Azienda Ospedaliera d'Aragona) ha dimostrato la totale infondatezza delle accuse di imperizia. I legali hanno rimarcato come il decesso della giovane sia stato l'esito drammatico di una complicanza intraoperatoria del tutto imprevedibile e inevitabile, legata a un quadro clinico di estrema complessità, di fronte al quale non esistevano manovre o condotte alternative capaci di salvare la vita alla paziente.
«Accogliamo con profondo rispetto la decisione del Tribunale, che restituisce piena dignità professionale al professore Coscioni dopo un processo complesso e doloroso per tutte le parti coinvolte — ha dichiarato l'avvocato Andrea R. Castaldo —. L'assoluzione con la formula perché il fatto non sussiste conferma la correttezza della linea difensiva sostenuta sin dall'inizio: non ogni evento avverso, anche quando drammatico come la perdita di una giovane vita, può essere automaticamente trasformato in una responsabilità penale. Attendiamo ora il deposito delle motivazioni.»
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Salerno hanno assolto il professor Enrico Coscioni — noto cardiochirurgo, docente universitario e già vicepresidente della commissione sanità della Regione Campania — con la formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Morte di Lucia Ferrara al Ruggi: assolto Enrico Coscioni
Il verdetto smonta interamente l'impianto accusatorio che ipotizzava profili di colpa medica nell'operato del professionista e dell'equipe del nosocomio salernitano. Le motivazioni formali della sentenza saranno depositate dal giudice entro i prossimi 90 giorni.Nel corso del dibattimento, la strategia difensiva portata avanti dall'avvocato e professore Andrea R. Castaldo (legale di Coscioni) e dall'avvocato e professore Agostino De Caro (per conto dell'Azienda Ospedaliera d'Aragona) ha dimostrato la totale infondatezza delle accuse di imperizia. I legali hanno rimarcato come il decesso della giovane sia stato l'esito drammatico di una complicanza intraoperatoria del tutto imprevedibile e inevitabile, legata a un quadro clinico di estrema complessità, di fronte al quale non esistevano manovre o condotte alternative capaci di salvare la vita alla paziente.
«Accogliamo con profondo rispetto la decisione del Tribunale, che restituisce piena dignità professionale al professore Coscioni dopo un processo complesso e doloroso per tutte le parti coinvolte — ha dichiarato l'avvocato Andrea R. Castaldo —. L'assoluzione con la formula perché il fatto non sussiste conferma la correttezza della linea difensiva sostenuta sin dall'inizio: non ogni evento avverso, anche quando drammatico come la perdita di una giovane vita, può essere automaticamente trasformato in una responsabilità penale. Attendiamo ora il deposito delle motivazioni.»

