Si chiude con un definitivo sospiro di sollievo la lunga e tormentata crisi che ha tenuto con il fiato sospeso i lavoratori del marchio Kasanova come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il piano di rilancio industriale presentato a Roma dalla holding Pamaf, nuova proprietaria della catena di arredamento e articoli per la casa, cancella l'ombra dei licenziamenti e dei tagli ai negozi, garantendo la totale continuità occupazionale sia per i 1.700 addetti a livello nazionale sia per l'intera rete commerciale superstite sul territorio salernitano.
L'operazione segna una netta inversione di rotta rispetto al baratro sfiorato nei mesi scorsi, quando il mancato perfezionamento dell'acquisto da parte di Ovs e il ricorso alle procedure di composizione negoziata della crisi avevano allarmato i sindacati di categoria. Sebbene il ministero delle Imprese e del Made in Italy abbia espresso forte soddisfazione per la salvaguardia del marchio italiano, i rappresentanti dei lavoratori mantengono alta l'attenzione: i prossimi tavoli di confronto serviranno a verificare nel dettaglio la gestione organizzativa dei turni, il pagamento dei contributi arretrati e la pianificazione di ferie e permessi per il personale.
Il piano di rilancio industriale presentato a Roma dalla holding Pamaf, nuova proprietaria della catena di arredamento e articoli per la casa, cancella l'ombra dei licenziamenti e dei tagli ai negozi, garantendo la totale continuità occupazionale sia per i 1.700 addetti a livello nazionale sia per l'intera rete commerciale superstite sul territorio salernitano.
Salerno e provincia, Kasanova volta pagina: piano da 18 milioni
La maxi-manovra finanziaria prevede un'iniezione di risorse fresche per rimettere in sesto i conti dell'azienda e traghettarla verso la piena stabilità economica. Nel Salernitano, dopo le serrande già abbassate in passato nei punti vendita del quartiere Pastena e del centro commerciale Maximall di Pontecagnano Faiano, l'accordo mette in sicurezza i dieci negozi rimasti operativi. La mappa delle attività salvate copre capillarmente la provincia, blindando le sedi di Salerno Centro, Cava de' Tirreni, Agropoli, Nocera Inferiore, Scafati, Mercato San Severino, Sala Consilina, Vallo della Lucania e la doppia presenza nel comune di Eboli.L'operazione segna una netta inversione di rotta rispetto al baratro sfiorato nei mesi scorsi, quando il mancato perfezionamento dell'acquisto da parte di Ovs e il ricorso alle procedure di composizione negoziata della crisi avevano allarmato i sindacati di categoria. Sebbene il ministero delle Imprese e del Made in Italy abbia espresso forte soddisfazione per la salvaguardia del marchio italiano, i rappresentanti dei lavoratori mantengono alta l'attenzione: i prossimi tavoli di confronto serviranno a verificare nel dettaglio la gestione organizzativa dei turni, il pagamento dei contributi arretrati e la pianificazione di ferie e permessi per il personale.

