Non una festa ma una giornata di lotta: anche Salerno ha organizzato un corteo in piazza rivendicando il significato originale dell'8 marzo: "Non mimose ma diritti, non ci fermerete mai". Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
"Non ci fermerete mai", "basta violenza maschile e di genere", "non date mimore ma diritti": sono solo alcuni dei gridi scritti su striscioni e manifesti. "L'8 marzo non è una festa. È sciopero, rabbia, memoria, conflitto. Una giornata di lotta perché la violenza e le disuguaglianze non sono una questione isolata ma una struttura che attraversa": ha dichiarato gli organizzatori della manifestazione alla vigilia.
Mentre un'altra ragazza, in piazza, ha dichiarato: "Siamo qui perché l'8 marzo non può essere ridotto a mimose e celebrazioni simboliche. Per molte di noi significa ancora lottare ogni giorno contro la violenza, precarietà e discriminazioni". Anche il Collettivo Lisistrata e il deputato Franco Mari hanno preso parte alla manifestazione ricordando che "l'8 marzo a Salerno è sempre stato un momento di aggregazione. Una storia di pratica femminista lunga decenni. È stata una città significativa da questo punto di vista. Una tradizione che si ripropone ma anche uno sguardo alle questioni del presente, alla necessità di colmare un divario e di proseguire nell'emancipazione femminile. Purtroppo le scelte politiche di questi anni non hanno aiutato e non sono andate in questa direzione. Questa manifestazione ma soprattutto il protagonismo quotidiano delle donne, credo che debbano servire a tutti noi per pensare anche a interventi di natura legislativa che siano in grado di guardare alla condizione femminile".
La marcia dell'8 marzo a Salerno: "Non mimose ma diritti"
Non una festa ma una giornata di lotta: anche Salerno ha organizzato un corteo in piazza rivendicando il significato originale dell'8 marzo. Ieri mattina infatti i cittadini si sono scesi in piazza Vittorio Veneto, davanti alla stazione ferroviaria, per poi attraversare il centro e raggiungere il lungomare di Santa Teresa e piazza Portanova. Al corteo hanno partecipato tante di persone di età diversa ed associazioni e collettivi che hanno scelto di trasformare questa giornata in uno spazio di mobilitazione."Non ci fermerete mai", "basta violenza maschile e di genere", "non date mimore ma diritti": sono solo alcuni dei gridi scritti su striscioni e manifesti. "L'8 marzo non è una festa. È sciopero, rabbia, memoria, conflitto. Una giornata di lotta perché la violenza e le disuguaglianze non sono una questione isolata ma una struttura che attraversa": ha dichiarato gli organizzatori della manifestazione alla vigilia.
Le testimonianze
"In piazza come sempre", ha contestato una salernitana che è da sempre in prima linea nella battaglia contro la violenza sulle donne e impegnata per i loro diritti. "Però quest'anno sento di muovermi in maniera differente. Questa volta sono venuta in piazza per chiedere scusa alle giovani donne presenti. Chiedo scusa perché nelle fabbriche, nelle scuole, nelle università, loro sono ancora malati. Chiedo scusa perché non siamo stati in grado di trasformare questa società. Il significato della mia presenza - ha voluto sottolineare - sta proprio nel volervi stare accanto. Sono una donna di una certa età e quando sento i miei coetanei dire che abbiamo fatto tante battaglie, vorrei ricordare loro che le battaglie le avremo anche fatte ma loro sono ancora qui a cercare di cambiare questa società".Mentre un'altra ragazza, in piazza, ha dichiarato: "Siamo qui perché l'8 marzo non può essere ridotto a mimose e celebrazioni simboliche. Per molte di noi significa ancora lottare ogni giorno contro la violenza, precarietà e discriminazioni". Anche il Collettivo Lisistrata e il deputato Franco Mari hanno preso parte alla manifestazione ricordando che "l'8 marzo a Salerno è sempre stato un momento di aggregazione. Una storia di pratica femminista lunga decenni. È stata una città significativa da questo punto di vista. Una tradizione che si ripropone ma anche uno sguardo alle questioni del presente, alla necessità di colmare un divario e di proseguire nell'emancipazione femminile. Purtroppo le scelte politiche di questi anni non hanno aiutato e non sono andate in questa direzione. Questa manifestazione ma soprattutto il protagonismo quotidiano delle donne, credo che debbano servire a tutti noi per pensare anche a interventi di natura legislativa che siano in grado di guardare alla condizione femminile".

