A Salerno l'analisi dei dati relativi alle ultime consultazioni comunali sta facendo emergere uno scenario a dir poco sconcertante, trasformando le operazioni post-voto in un vero e proprio rompicapo per gli addetti ai lavori.
Dopo i gravi disagi registrati alla sezione numero due – rimasta paralizzata per quarantotto ore a causa del crollo emotivo della presidente, che ha abbandonato i registri consegnandoli direttamente alle forze dell'ordine senza completare l'iter – e il conseguente slittamento dei risultati definitivi a luglio da parte della commissione elettorale centrale per rimediare al disordine documentale su Eligendo, una nuova anomalia scuote il capoluogo come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'ispezione della commissione ha svelato una realtà grottesca. I verbali ufficiali del seggio sono totalmente vuoti; non vi è traccia della rendicontazione dello spoglio. Al loro posto, i funzionari hanno rinvenuto un semplice foglio di carta volante, scritto a mano, contenente un elenco approssimativo di nomi e cifre affiancate, quasi fosse una gestione privata e informale di un dovere pubblico istituzionale.
I dati numerici evidenziano chiaramente l'incongruenza: a fronte di 540 voti validi attribuiti ai candidati alla carica di sindaco, le preferenze destinate alle liste collegate si fermano inspiegabilmente a quota 313. All'appello mancano esattamente 227 voti. Sebbene questo buco nero di preferenze non sia in grado di ribaltare l'esito politico finale della tornata amministrativa o di suggerire brogli mirati, l'episodio fotografa perfettamente il collasso organizzativo causato dalle rinunce di massa dei presidenti e degli scrutatori designati alla vigilia del voto, sostituiti all'ultimo minuto con personale privo della necessaria preparazione per gestire compiti di tale responsabilità.
Dopo i gravi disagi registrati alla sezione numero due – rimasta paralizzata per quarantotto ore a causa del crollo emotivo della presidente, che ha abbandonato i registri consegnandoli direttamente alle forze dell'ordine senza completare l'iter – e il conseguente slittamento dei risultati definitivi a luglio da parte della commissione elettorale centrale per rimediare al disordine documentale su Eligendo, una nuova anomalia scuote il capoluogo come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Salerno, spariscono nel nulla oltre duecento voti al seggio 16
Il fulcro del nuovo scandalo è la sezione numero 16, ospitata nei locali dell'istituto superiore Regina Margherita. In questo seggio, che ha visto l'affluenza di 558 cittadini su 853 aventi diritto della zona centrale della città, si è verificata una situazione statisticamente impossibile rispetto all'andamento di tutte le altre 150 sezioni del territorio salernitano: quasi la metà dei votanti avrebbe espresso la preferenza solo per il candidato sindaco, ignorando completamente i partiti a sostegno.L'ispezione della commissione ha svelato una realtà grottesca. I verbali ufficiali del seggio sono totalmente vuoti; non vi è traccia della rendicontazione dello spoglio. Al loro posto, i funzionari hanno rinvenuto un semplice foglio di carta volante, scritto a mano, contenente un elenco approssimativo di nomi e cifre affiancate, quasi fosse una gestione privata e informale di un dovere pubblico istituzionale.
I dati numerici evidenziano chiaramente l'incongruenza: a fronte di 540 voti validi attribuiti ai candidati alla carica di sindaco, le preferenze destinate alle liste collegate si fermano inspiegabilmente a quota 313. All'appello mancano esattamente 227 voti. Sebbene questo buco nero di preferenze non sia in grado di ribaltare l'esito politico finale della tornata amministrativa o di suggerire brogli mirati, l'episodio fotografa perfettamente il collasso organizzativo causato dalle rinunce di massa dei presidenti e degli scrutatori designati alla vigilia del voto, sostituiti all'ultimo minuto con personale privo della necessaria preparazione per gestire compiti di tale responsabilità.

